È in corso oggi, sabato 14 febbraio 2026, lo sciopero della Polizia Locale di Villafranca di Verona, proclamato dal DICCAP-SULPM in concomitanza con le manifestazioni del Carnevale. Un’astensione dal lavoro definita «sofferta ma inevitabile» dopo mesi di segnalazioni che, secondo il sindacato, non hanno trovato risposte concrete.
Alla base della protesta vi è una gestione ritenuta troppo rigida e un regolamento applicato in maniera restrittiva, con ricadute dirette sull’organizzazione del servizio e sul clima interno al comando.
Organici ridotti e pressione sul personale
Il segretario regionale del DICCAP-SULPM, Simone Maniero, parla di una situazione in cui agli annunci di apertura al dialogo non sarebbero seguiti atti concreti. «Quando al dialogo dichiarato si affiancano pratiche improntate al massimo rigore – afferma – il messaggio che arriva al personale è contraddittorio».
Secondo il sindacato, gli organici sono insufficienti, mancano servizi serali strutturati e la presenza sul territorio risulta fragile in un contesto che richiederebbe invece un rafforzamento, anche alla luce dell’aumento dei furti e della percezione di insicurezza in città.
Divise, trasferimenti e clima interno
Tra i punti più contestati c’è l’obbligo per gli agenti di indossare la divisa solo nei dieci minuti precedenti al turno di sorveglianza davanti alle scuole. Una disposizione che, secondo il sindacato, non terrebbe conto dei tempi necessari per uscire dagli edifici scolastici e raggiungere le postazioni esterne, rendendo di fatto impossibile un cambio adeguato.
Altro nodo è quello dei nulla osta per i trasferimenti: diversi agenti avrebbero chiesto di poter lasciare il comando, dichiarando di non reggere più un clima lavorativo ritenuto troppo rigido. Le richieste, però, non avrebbero ottenuto il via libera.
Una situazione che, osserva Maniero, si scontrerebbe con l’atteggiamento pubblico dell’amministrazione comunale, che avrebbe ricordato come chi non si trovi più a proprio agio possa «cercarsi un’altra realtà». «È una contraddizione evidente – sostiene il sindacato – se poi i nulla osta non vengono concessi».
Indennità ridotte e contributi azzerati
Tra le rivendicazioni figura anche la questione economica. Il sindacato denuncia una particolare restrittività nel riconoscimento delle indennità stipendiali. Il contributo per il servizio su strada, che potrebbe arrivare fino a 15 euro, sarebbe mantenuto a 3 euro e azzerato nel caso in cui l’agente debba recarsi fuori dal territorio comunale per esigenze di servizio, come quando è necessario andare in Questura a Verona.
«Sono segnali che incidono non solo sul portafoglio, ma sulla considerazione professionale degli agenti», sottolinea il segretario regionale.
Dialogo aperto solo a metà
Nei mesi scorsi il comandante del Corpo avrebbe incontrato i rappresentanti sindacali, un’apertura valutata positivamente sul piano formale. Tuttavia, secondo il DICCAP-SULPM, l’atteggiamento non si sarebbe tradotto in un cambio concreto nell’organizzazione del lavoro.
Il sindacato lamenta invece l’assenza di un confronto diretto con il sindaco e l’amministrazione. «Chiediamo almeno un incontro ufficiale, un tavolo di confronto vero – ribadisce Maniero – cosa che finora non è avvenuta».
L’astensione dal lavoro di oggi si svolge nel rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali, con la garanzia delle prestazioni indispensabili previste dalla legge. «Non scioperiamo contro la città – conclude Maniero – ma per una Polizia Locale messa nelle condizioni di lavorare meglio e di garantire più sicurezza ai cittadini».