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Polizia locale e controllo del vicinato: un binomio a protezione degli "invisibili"

Il dramma sommerso degli abusi familiari colpisce anche Cittadella, ma gli agenti della locale sono sempre più bravi a riconoscere i segnali d'allarme

Polizia locale e controllo del vicinato: un binomio a protezione degli "invisibili"

Foto di repertorio

Sopportava da anni i soprusi da parte del figlio: un anziano di Cittadella è stato soccorso e messo in una situazione di sicurezza, grazie all’acume investigativo e alla sensibilità di un gruppo di agenti della Polizia locale di Cittadella. Il loro impegno nello scoperchiare la triste situazione di abusi familiari è stato premiato durante la festa regionale del corpo, a Treviso.

Solo gli accertamenti condotti con cura e cautela da parte degli agenti, infatti, hanno permesso di riconoscere, in quella che poteva sembrare una qualsiasi lite familiare, una realtà molto più brutale e radicata nel tempo: una realtà che a lungo era stata “invisibile”.

“La Polizia locale di Cittadella – spiega Luca Pierobon, sindaco della città - è molto presente sul territorio, conosce le persone, ci dialoga quotidianamente. Questo favorisce il controllo del territorio, ma permette anche di intercettare casi delicati come questo, in cui gli agenti mettono a frutto sia le loro capacità personali che anni di formazione continua. L'agente di polizia locale ormai ha cambiato ruolo, non è più il vigile urbano di una volta, oggi è preparato ad agire nelle circostanze più svariate e in tutti i modi possibili. Nel premio conferito ai tre agenti, viene riconosciuto anche tutto questo percorso”. 

A differenza della violenza fisica, la violenza psicologica, spesso familiare e logorante, è difficilissima da individuare. Oltre alla preparazione degli agenti di Polizia locale, ricorda Pierobon, serve la collaborazione di tutti, a partire dai vicini, da chi abita nei quartieri. 

Nel 2017 Cittadella ha istituito il controllo del vicinato come supervisione del territorio contro furti, rapine e vandalismi, ma in generale quello che serve è l’interessamento verso il prossimo. Persone anziane, sole, che vivono ai margini, piccoli nuclei con situazioni domestiche fragili, spesso per condizioni economiche, insomma a rischio di essere “invisibili”. “Noi viviamo in un territorio mediamente benestante: proprio per questo non possiamo permetterci di lasciare sole queste persone: serve aiuto da parte di tutti”.

(n.c.)

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