Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Agrivoltaico

Agrivoltaico di via Cervan, cittadini chiedono confronto diretto con il comitato tecnico-scientifico

L'incontro con i tecnici dell'azienda costruttrice non ha convinto i residenti di Sant'Andrea

Continua l'opposizione al previsto parco agrivoltaico di via Cervan

Agrivoltaico di via Cervan: i cittadini chiedono di poter interloquire direttamente con il comitato tecnico scientifico nominato dal Comune.

Dopo i primi incontri già avvenuti tra amministrazione comunale ed esperti, la comunità di Sant’Andrea oltre il Muson vorrebbe potersi confrontare con loro per esporre dubbi e preoccupazioni sul previsto parco agrivoltaico di 20 ettari.

Il tema è tornato al centro del dibattito il 24 febbraio durante un’assemblea pubblica molto partecipata che si è tenuta in Casa Barbarella.

All’incontro, promosso dal consigliere comunale Diego Murarotto (Lega), erano stati invitati anche i rappresentanti della Limes Renewable Energy, società milanese che ha presentato il progetto.

Nel corso della serata gli ingegneri Andrea Tarantino e Riccardo Bassi hanno illustrato i dettagli dell’impianto e le ricadute previste.

Secondo quanto spiegato, il parco agrivoltaico dovrebbe produrre quasi 14 gigawattora di energia all’anno, una quantità equivalente al fabbisogno di circa 4.500 famiglie, evitando l’emissione di oltre 4.400 tonnellate di anidride carbonica.

I tecnici hanno inoltre sottolineato come il progetto sia stato concepito per consentire la prosecuzione dell’attività agricola: più del 75% della superficie resterebbe coltivabile, con produzioni a rotazione di frumento, soia o colza.

La società ha inoltre spiegato di aver recepito le indicazioni del Consorzio Acque Risorgive, prevedendo la realizzazione di bacini per la raccolta dell’acqua e il ripristino di un canale oggi ostruito.

Sul piano economico, il progetto comporterebbe un contributo per il Comune pari a 142.500 euro, come previsto dalla normativa.

Le spiegazioni non hanno però dissipato le perplessità di molti residenti, che continuano a manifestare contrarietà all’impianto. Tra le principali criticità segnalate figurano l’impatto sul paesaggio e la presenza di recinzioni che potrebbero limitare l’accesso al Sentiero Natura 2000, un percorso molto frequentato dagli abitanti della zona e considerato di grande valore ambientale e sociale.

Altri dubbi riguardano il consumo di suolo legato alla realizzazione di strade di servizio, cabine elettriche e pali di sostegno. Inoltre l’energia prodotta verrebbe convogliata verso una cabina di trasformazione situata in provincia di Padova, mentre il ritorno economico per il territorio è ritenuto limitato.

Dal canto loro, i tecnici della società hanno ribadito che l’agrivoltaico non comporta un consumo permanente di suolo, perché l’attività agricola prosegue e l’impianto è completamente reversibile. Previsti inoltre interventi di mitigazione paesaggistica con siepi larghe fino a cinque metri, pensate per ridurre l’impatto visivo.

Per la manutenzione dei pannelli, è stato aggiunto, verrà utilizzata esclusivamente acqua.

Nonostante queste rassicurazioni, i cittadini presenti hanno confermato la propria opposizione al progetto, annunciando l’intenzione di continuare a mobilitarsi e chiedendo un confronto diretto con il comitato tecnico scientifico istituito dal Comune.

L’organismo è composto dal giurista Alessandro Calegari, dal professor Giovanni Campeol, esperto di pianificazione energetica e ambientale, e dall’agronomo Giuliano Bertoni.

Leonardo Sernagiotto

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione