Curare tumori cerebrali, nevralgie e tremori senza bisturi, senza ricovero e con un ritorno alla vita quotidiana in pochi giorni: a Verona questa non è più una frontiera della medicina, ma una realtà consolidata che nel 2025 ha raggiunto numeri da record. Con 1.063 trattamenti effettuati in un solo anno, il centro di radiochirurgia stereotassica dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata si conferma il primo in Italia e tra i pochi in Europa a superare la soglia dei mille casi annui.
L’Unità di Stereotassi, attiva da oltre trent’anni, oggi rappresenta un punto di riferimento nazionale: il 75% dei pazienti arriva da fuori regione. Il dottor Antonio Nicolato sottolinea il superamento nel 2025 del tetto dei 1000 trattamenti, ricordando come dei 9 centri italiani siano gli unici con un dato annuale così alto.
La maggior parte degli interventi, 999 su oltre mille, è stata eseguita con la Gamma Knife, una tecnologia che consente di colpire con precisione millimetrica la lesione senza aprire il cranio. «Il cervello è un organo mobile e i nostri interventi hanno una precisione millimetrica nel raggiungere la parte malata», spiega Nicolato.
Niente bisturi, dunque, ma radiazioni mirate. «Con la radiochirurgia, che è una metodica non invasiva senza incisioni, trattiamo tumori cerebrali, metastasi, ma anche patologie vascolari e funzionali». Non solo oncologia: tra le patologie trattate ci sono anche malformazioni artero-venose, nevralgia del trigemino e tremori legati al Parkinson. «Queste condizioni possono essere curate anche in un’unica seduta».
Accanto ai neurochirurghi, fondamentale è il lavoro di squadra. «Sono la prima e unica radioterapista assegnata a un centro di Gamma Knife in Italia», spiega la dottoressa Anna D’Amico, «e il mio compito è predisporre ed eseguire i piani di trattamento insieme ai colleghi e ai fisici». Un approccio multidisciplinare che garantisce elevati standard di sicurezza ed efficacia.
I numeri raccontano una crescita costante: oltre 16mila pazienti trattati a Verona in 36 anni, su un totale di circa due milioni nel mondo. E sempre più ampio è anche il campo di applicazione, che include adulti e bambini, grazie alla collaborazione con centri pediatrici d’eccellenza come quelli di Genova e Torino.
A testimoniare l’impatto concreto di queste cure è anche la voce dei pazienti. «L’intervento è durato 55 minuti, sono arrivato alle 10 del mattino e alle 15 ero a casa», racconta Marco Vincenzi, musicista e docente al Conservatorio, trattato nel 2019. «Ho potuto riprendere subito la mia attività».
Un modello che unisce tecnologia avanzata, esperienza clinica e ricerca scientifica — oltre 150 pubblicazioni all’attivo — e che oggi proietta Verona tra i centri più prestigiosi a livello europeo nella cura delle patologie cerebrali.
Nella foto qui sotto l'equipe della USD Stereotassi Gamma Knife dell'AOUI di Verona, diretta dal dottor Antonio Nicolato.
