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05.03.2026 - 23:24
Nelle sale dell’Appartamento del Doge a Venezia è stata inaugurata la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, visitabile fino al 29 settembre 2026. L’esposizione riunisce reperti archeologici di grande valore, molti dei quali inediti, per raccontare il ruolo dell’acqua nei rituali religiosi, nella cura e negli scambi tra comunità dell’Italia preromana.
Venezia - Sarà visitabile fino al 29 settembre 2026 la mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, allestita nelle sale dell’Appartamento del Doge del Palazzo Ducale. L’esposizione propone un viaggio affascinante nel mondo delle pratiche religiose dell’Italia preromana, mettendo al centro il valore simbolico e spirituale dell’acqua, elemento generativo, terapeutico e identitario per le antiche civiltà.
Il percorso espositivo racconta il dialogo tra due popoli che hanno segnato profondamente la storia della penisola: gli Etruschi e i Veneti antichi. Attraverso reperti archeologici di grande valore, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti, la mostra indaga il ruolo dell’acqua nei rituali sacri e nella vita sociale del I millennio avanti Cristo. Mari, fiumi, sorgenti e acque termali diventano così luoghi privilegiati di contatto con il divino, spazi di guarigione e al tempo stesso punti di incontro e scambio tra comunità.
Alla cerimonia inaugurale è intervenuto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa: «Questa mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti, forte e naturale, spiega le origini della civiltà italiana, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica, che ha ancora moltissimo da insegnarci».
Il filo conduttore dell’esposizione è proprio l’acqua, elemento che collega territori e culture. Un tema particolarmente significativo per Venezia, città che vive da sempre in simbiosi con questo elemento. «Il filo conduttore dell’esposizione è l’acqua: elemento che unisce, collega e crea percorsi. È un messaggio particolarmente potente qui a Venezia, città d’acqua per eccellenza, dove la storia non è un fondale ma un’esperienza quotidiana», ha dichiarato il sindaco Luigi Brugnaro. «Questa mostra è il frutto di un lavoro lungo e paziente tra istituzioni, musei, studiosi e professionisti: un esempio concreto di cultura come responsabilità condivisa e come servizio pubblico».
L’assessore regionale alla Cultura Valeria Mantovan ha evidenziato come iniziative di questo tipo contribuiscano a rafforzare la conoscenza delle radici storiche del territorio.
La mostra rappresenta infatti un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, capace di coniugare rigore scientifico e divulgazione. Attraverso un confronto inedito tra Etruschi e Veneti, emergono le relazioni sviluppate lungo la cosiddetta “terra tra i due fiumi”, un’area di confine dove si sono intrecciati scambi di materie prime, nuove rotte commerciali e contaminazioni culturali.
Il progetto espositivo, curato da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano. Proprio a Milano è prevista una seconda tappa espositiva, dal 14 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, a conferma di una collaborazione tra istituzioni che punta a valorizzare il patrimonio archeologico nazionale e a raccontare al pubblico le radici più profonde della storia italiana.
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