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SALUTE
18.12.2025 - 16:00
Il gruppo dei dirigenti dell'AOUI di Verona
Entrare in ospedale come si entra in aeroporto: un’unica operazione per accettazione, pagamenti, orientamento nei reparti e prenotazioni. È questa la sfida che Aoui Verona si prepara ad affrontare nel 2026, dopo aver chiuso il 2025 con investimenti record, nuove tecnologie diagnostiche di altissimo livello e il consolidamento delle proprie eccellenze cliniche. Un percorso che punta a semplificare la vita ai cittadini e a rafforzare la qualità delle cure, facendo leva su digitalizzazione, intelligenza artificiale e innovazione.
Il 2025 si chiude per l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona con risultati importanti: mantenimento delle posizioni nelle principali classifiche nazionali e internazionali, conferma della qualità assistenziale e oltre 32 milioni di euro di investimenti tra apparecchiature tecnologiche e infrastrutture edilizie.
«Il processo di transizione digitale sta andando avanti – ha spiegato il direttore generale Callisto Marco Bravi – e significa meno burocrazia, diagnosi più precoci e una maggiore semplicità per l’utente che entra in ospedale».
Una quota rilevante degli investimenti, 15 milioni di euro, è stata destinata alla diagnostica di ultima generazione: sette nuovi macchinari che consentono immagini più accurate, minore esposizione alle radiazioni, sedute più rapide e una personalizzazione sempre maggiore delle cure.
Il fiore all’occhiello è il Linac-MRI, installato tra Borgo Trento e Borgo Roma: Aoui Verona è l’unica struttura pubblica in Italia a disporre di questo acceleratore lineare integrato con risonanza magnetica per la radioterapia adattativa dei tumori addominali. La tecnologia permette di monitorare il tumore in tempo reale, colpendo con estrema precisione la massa tumorale e risparmiando i tessuti sani, con una riduzione del numero di sedute e delle liste d’attesa.
In Radiologia a Borgo Trento sono entrati in funzione due angiografi digitali per immagini ad altissima risoluzione dei distretti vascolari e linfatici e due TAC a doppia energia di ultima generazione, capaci di caratterizzare meglio i tessuti patologici riducendo la dose di radiazioni.
In Medicina nucleare è stata installata una PET/TC digitale con intelligenza artificiale, che consente esami più rapidi con quantità minime di radiofarmaco e una maggiore capacità di individuare lesioni di piccolissime dimensioni grazie al corretto posizionamento del paziente guidato dall’AI.
A Borgo Roma, invece, la nuova TAC digitale 128 strati a doppia energia e una risonanza magnetica da 1,5 Tesla con software avanzati e AI migliorano lo studio di patologie neuroradiologiche, muscoloscheletriche e oncologiche.
L’innovazione passa anche dai software. Per la gestione e l’analisi delle immagini radiologiche è stato introdotto un sistema PACS di nuova generazione con intelligenza artificiale, in grado di individuare micro-fratture ossee, supportare la chirurgia epatica con ricostruzioni 3D ad alta fedeltà e migliorare la precisione diagnostica delle lesioni cerebrali grazie a moduli avanzati come il “Brain Perfusion”.
Il percorso di digitalizzazione avviato nel 2023 ha portato Aoui a ottenere il Certificato di maturità digitale EMRAM livello 5 (su una scala da 0 a 7), il punteggio più alto in Veneto. Oltre al Sistema informatico ospedaliero (SIO), sono completamente digitalizzate sette aree strategiche, dalla digital pathology al 118, dalla logistica al laboratorio analisi.
Questo ecosistema costituisce un vero e proprio “data lake sanitario”, un archivio di big data clinici certificati, interrogabili dai medici attraverso strumenti di intelligenza artificiale per referti più rapidi e accurati. Nel 2026 il percorso proseguirà con l’introduzione di nuovi moduli AI.
Gli investimenti tecnologici supportano l’attività clinica, che nel 2025 ha visto risultati di rilievo. In Cardiochirurgia è stato eseguito il primo impianto di cuore artificiale Carmat in Veneto e il quarto in Italia. In crescita anche i trapianti epatici, con 65 interventi già effettuati, e la ricerca sulla qualità degli organi.
La Chirurgia della mano utilizza la tecnologia 3D per progettare dispositivi su misura in titanio, rendendo il centro veronese tra i primi in Europa in questo ambito. In Neurologia, l’AI ha permesso di individuare nuovi biomarcatori per diagnosi più rapide dei disturbi motori funzionali. Importanti progressi anche in Medicina d’urgenza, Pneumologia e Medicina trasfusionale, con un aumento significativo dei donatori di cellule staminali.
Si è conclusa nel 2025 l’unica sperimentazione internazionale sulle tre piattaforme di chirurgia robotica, con un risultato concreto: un risparmio annuo di 1,8 milioni di euro, pari al 50% dei costi dei materiali di consumo. Nel 2026 partirà una nuova fase di sperimentazione con ampliamento della casistica e analisi rigorosa costi-benefici.
Prosegue la trasformazione del Policlinico “G.B. Rossi”: restano da completare l’adeguamento antisismico e il rifacimento del Pronto Soccorso. Il primo intervento, da 47 milioni di euro (in parte finanziato dal Pnrr), si concluderà nel 2028; per il Pronto Soccorso sono stanziati 12 milioni. I lavori procederanno per lotti, senza interrompere l’attività assistenziale.
Nel 2025 sono stati attivi 1.159 studi clinici, con 251 nuovi studi autorizzati. In corso anche progetti finanziati da bandi europei e ministeriali per un valore complessivo di 12 milioni di euro. Il personale conta 5.148 dipendenti ospedalieri e circa 6.000 professionisti complessivi.
Aoui Verona è stata designata ospedale olimpico per Milano-Cortina 2026. Sono previsti percorsi sanitari distinti per autorità, famiglia olimpica e popolazione in generale, con esercitazioni già svolte per la gestione di maxi-emergenze.
Il principale obiettivo del 2026 sarà la semplificazione dell’accesso ai servizi: come il check-in aeroportuale, un’unica operazione consentirà di accedere alle visite, pagare, prenotare controlli, orientarsi nei reparti e gestire i pre-ricoveri. Il progetto prevede totem multifunzione, un’app di navigazione indoor e un nuovo sito aziendale, online da marzo, per ridurre quella che Bravi definisce la “lotta all’anatocismo burocratico”.
«Vogliamo rendere l’ospedale più semplice per chi lo vive – ha concluso il direttore generale – mettendo la tecnologia al servizio delle persone».
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