Remo Marchezzolo: la scomparsa del docente ha suscitato vasta commozione a Vicenza
Vicenza, molte le testimonianze che ricordano la simpatia di Marchezzolo al liceo "Quadri"
Remo Marchezzolo: la scomparsa del docente ha suscitato vasta commozione a Vicenza
Poteva essere un sindaco o un collega, lui si rivolgeva con un aggettivo: “Sei di livello europeo”. In campo alzava un cartellino verde perché, a differenza degli arbitri, lui non ammoniva bensì invitava al fair play. E mostrava anche un altro cartellino a studenti e colleghi che teneva appeso al collo: “Non dite a mia moglie che sono qui, sono solo amico del preside”. Lo ricorda con affetto Marilisa Munari, sua collega al liceo. E aggiunge che parlava della vacanza del giorno dopo come “premio del preside per il nostro buon lavoro”. Peccato che intendesse semplicemente indicare la domenica. Insomma, Remo Marchezzolo, scomparso improvvisamente per un infarto a 78 anni, era una persona gioiosa. Insegnava educazione fisica e spiegava: “Per me è la materia più importante”. Per questo motivo viveva, non solo a scuola, quasi sempre in tuta, e girava sempre in bicicletta. Spesso lo si poteva incrociare in corso Palladio che salutava un amico. Alto, snello, portamento elegante, era appassionato di calcio. Il Coni l’aveva premiato nel 2018 con la stella di bronzo al merito sportivo. Era andato in pensione dal liceo “Quadri”, dove aveva insegnato a lungo, nel 2004. La sua scomparsa ha suscitato vasta eco e commozione a Vicenza. Ha insegnato a generazioni di studenti, che per ricordarlo su Facebook lo hanno paragonato a John Keating, il professore de “L’attimo fuggente” impersonato nel film omonimo da Robin Williams. “Carpe diem, cogliete l'attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita", questa la frase del film che definisce anche il suo carattere e il suo metodo d’insegnamento. Ricorda Filippo Busato, un suo allievo di oltre trent’anni fa: “Sempre severo, ma sempre desideroso di sostenere gli studenti nel loro percorso. Con parole di esortazione e di incoraggiamento. Ero una schiappa in ginnastica, ti ho pure colpito con il disco sulla schiena durante una mia maldestra prova di lancio, e non me l’hai mai fatto pesare. Sorriso e battuta pronta. Sempre e comunque”. Aggiunge Patrick Pitton: “Un animo buono, una di quelle persone che fanno bene allo sport e che fanno il bene dello sport. Una persona solare, umile e mai banale. Un eterno ragazzo dalla giovialità unica e inconfondibile. Lascia in tutti noi un fortissimo dolore di smarrimento e un vuoto incolmabile, difficile da riempire”. Ricordano alla Fulgor di Thiene: “Remo era venuto proprio sabato scorso in campo da noi a vedere gli Esordienti, mandato dalla Delegazione perché tutto fosse regolare... In pochi minuti ha reso l'atmosfera allegra, come nel suo stile, interagendo più volte anche con i genitori a bordo campo. Ho consegnato a lui la maglia del centenario della Fulgor, gli ha fatto molto piacere”.
Anche il sindaco Rucco, suo allievo, lo ricorda con parole affettuose
Un suo allievo del “Quadri” diventato illustre, vale a dire il sindaco Francesco Rucco, lo ha voluto ricordare con parole affettuose: “Al liceo ci diceva che la materia scolastica più importante era l'educazione fisica. Allora, sommersi dai compiti di matematica e dalle versioni di latino, ci sembrava impossibile che avesse ragione. Solo più avanti abbiamo capito quanto i valori dello sport possano forgiare in positivo la vita dei giovani". "Abituati a vederlo fino all'altro giorno nei campi da calcio a dispensare consigli e saggezza ai ragazzini – prosegue il sindaco – la sua improvvisa scomparsa ci ha lasciati tutti sgomenti. Ma sono convinto che i familiari possano trovare un po’ di conforto nelle tantissime dimostrazioni di affetto giunte in queste ore dal mondo dello sport. Questo è quanto succede a chi ha saputo trasmettere non solo insegnamenti, ma anche passione e generosità".
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