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Costruiamo Gentilezza: divulgazione dei valori di solidarietà

Progetto Costruiamo Gentilezza

Lo scorso primo febbraio il celebre Salone del Tiepolo nella suntuosa Villa Cordellina Lombardi ha accolto la cerimonia inaugurale del progetto “Costruiamo Gentilezza 2026”, con l’impegno di coinvolgere 54 comuni nel territorio veneto.

Curioso come l’evento di inaugurazione si sia tenuto in una stanza che festeggia la tradizione della Roma repubblicana, con affreschi dipinti tra il 1743 e il 1744 da Giambattista Tiepolo nel pieno della sua maturità artistica guidata dagli ideali illuministi dell’epoca. Inoltre la Roma di fine VI secolo a.C è un soggetto di aspirazione etica e morale che coincide con gli obiettivi proposti dalla nuova Capitale di Costruiamo Gentilezza, in questo caso Vicenza.

Un connubio di cultura e attenzione all’educazione che nel ventunesimo secolo dovrebbe essere un punto di partenza per ottenere l’armonia collettiva, e non un arrivo difficilmente raggiungibile.

La cerimonia si è aperta con la consegna della fascia viola da parte di Luca Nardi, presidente nazionale di Costruiamo Gentilezza concentrato nella divulgazione dei valori di confronto e condivisione per approfondire la conoscenza della gentilezza.

Storicamente il colore viola è sempre stato associato all’autorità morale, la dignità interiore e il prestigio non ostentato, in poche parole il potere che governa con misura. La giusta misura che è necessaria a creare una comunità dedita al rispetto dell’empatia e al benessere del prossimo.

Per sostenere e promuovere questi obiettivi è stata disegnata una mappa della Gentilezza, dove ogni rappresentante appartenente all’ecosistema di comuni, associazioni e aziende, ha potuto posizionare il proprio logo e la sagoma viola del Comune di appartenenza.

La vittoria della classe 5AC dell’Istituto di Istruzione Superiore Silvio Ceccato di Montecchio Maggiore, successiva alla partecipazione del concorso indetto dalla Provincia di Vicenza, ha concesso il privilegio di illustrare il logo ufficiale del progetto. Un premio guadagnato con tenacia, considerando che la scuola vincitrice si è scontrata con altre 18 proposte del territorio.

La scelta del logo nasce dall’unità nella molteplicità, tipica del tangram, un piccolo gioco di forme cinese che consiste nell’incastro di sette pezzi. Un simbolo che coglie con grande maestria tutte le infinite espressioni della gentilezza: dal raccogliere un oggetto caduto ad uno sconosciuto, all’offrire una spalla su cui piangere ai propri cari.

Un’occasione di riflessione che si accosta all’Anno Giubilare Mariano: si è infatti deciso, in onore dei 600 anni dall’apparizione della Madonna, di raffigurare Monte Berico nel giocoso tangram.

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