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Gastronomia

Il Raperonzolo e la sua tradizione

Il Ranpussolo

Il raperonzolo, meglio noto come “Ranpussolo” nel territorio veneto, è un’erba spontanea che vanta una tradizione enogastronomica di oltre cinquecento anni. Una valorizzazione che l’ha reso protagonista di numerosi piatti locali, incluso un sofisticato gelato alla mela verde che racchiude il suo gusto.

È curioso come il suo nome generico “campanula” derivi dal modello a campana del fiore, e allo stesso tempo l’eroina che ispirò l’omonima fiaba “Raperonzolo” vivesse esiliata in una torre, paragonabile solo a una campana di vetro: una fonte simultanea di protezione e distruzione. Sembra un ironico avvertimento della natura che si intreccia con la letteratura, ricordando l’importanza di crescere qualsiasi forma di vita nel suo ambiente d’origine.

Non a caso il Ranpussolo è poco conosciuto oltre i confini del Veneto; è normalmente coltivato nell’area vicentina o dei Colli Berici, zone che hanno reso celebre la sua presenza nei menù tipici del fronte berico e vicentino.

È in questo periodo dell’anno che il Ranpussolo vive il suo periodo di massima diffusione, in particolare nei mesi di gennaio e febbraio possiamo incontrarlo in una passeggiata in campagna, o direttamente a tavola per godere di un pasto tipico della nostra cultura.

Se ad oggi si è trasformato in un simbolo identitario, e soprattutto motivo di orgoglio culinario veneto, è grazie alla sua radicata versatilità che permette l’elaborazione di ricette semplici e non solo elitarie: insalate fresche accompagnate da uova sode, salumi o polenta.

Ma il Ranpussolo è capace di soddisfare anche gli intenditori della cucina italiana con la riscoperta delle erbe spontanee tramite risotti, paste fresche, fritture leggere, fino ad abbinamenti insoliti al nostro palato che lo portano a impreziosire atipici dessert.

Il suo recente successo è dovuto principalmente dall’interesse di mantenere un equilibrio tra il rispetto verso gli ingredienti poveri, e la mancata ambizione nei confronti della grande distribuzione; una scelta che condurrebbe a una perdita di carattere gastronomico se trasportata fuori dalla terra natale.

Appuntamenti organizzati da entità locali quali i Ristoratori Confcommercio della zona, dal Comune di Villaga e il sostegno della Camera di Commercio di Vicenza contribuiscono a salvaguardare l’eredità culinaria di quest’erba prelibata.

La sua visibilità nasce dal saper parlare il linguaggio veneto e tradurlo con umile semplicità: un ricordo delle spedizioni nei boschi alla ricerca degli alimenti più facili da integrare nella propria quotidianità.

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