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Guarda sul progetto Silva: “Insistere su una zona di ricarica falda sarebbe un crimine”

Preoccupazione sul progetto dell’azienda in un'area vitale per le risorse idriche di Vicenza e Padova

La discussa proposta di autorizzare un impianto in una zona di ricarica della falda a Montecchio Precalcino continua a suscitare forti polemiche. In vista della Conferenza dei servizi che dovrà discutere la questione, l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Cristina Guarda, ha dichiarato che approvare il progetto dell'azienda Silva (ex Safond) sarebbe un atto "criminale".

"Sarebbe davvero irresponsabile permettere la costruzione di un'azienda insalubre di primo grado in una zona tanto delicata, soprattutto se quella falda è quella che rifornisce di acqua Vicenza e l’intera comunità di Padova," ha sottolineato la politica, mettendo in guardia sui pericoli legati a una possibile contaminazione irreversibile della risorsa idrica.

“Una contaminazione del genere renderebbe inutilizzabile quella falda per decenni, se non per secoli," ha spiegato la Guarda. "Anche se venissero adottati sistemi di prevenzione, la possibilità che qualcosa non funzioni non è un rischio che possiamo permetterci. Le esperienze negative del passato, come il caso Miteni e l'inquinamento da PFAS, ci insegnano che le conseguenze economiche, sanitarie e sociali possono essere devastanti".

L’eurodeputata ha poi criticato la Regione Veneto, accusandola di aver rimandato da troppo tempo l’approvazione di documenti cruciali per la protezione delle falde. "Dal 2006, aspettiamo ancora la definizione delle aree di salvaguardia," ha osservato, aggiungendo che queste documentazioni sono fondamentali per prendere decisioni responsabili, che dovrebbero basarsi sul bene comune e non su interessi privati.

La Commissione Europea, insieme alla Commissione Petizioni, sta monitorando da vicino il caso della falda di Montecchio Precalcino, già inquinata dai PFAS. La Provincia ha recentemente ricevuto una comunicazione dalla Commissione, informandola delle indagini in corso sul caso.

"È fondamentale che ogni decisione venga presa nell’interesse della salute dei cittadini e della sicurezza ambientale, non influenzata da pressioni esterne," ha concluso Cristina Guarda, ribadendo la necessità di un approccio precauzionale e rispettoso delle leggi contro gli ecoreati.

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