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10.12.2025 - 20:56
Ventinove centri di ascolto Caritas distribuiti nella diocesi di Padova hanno aderito all’indagine promossa dall’Osservatorio delle povertà e delle risorse, concentrata su 37 nuclei familiari vulnerabili con figli.
Un lavoro capillare che evidenzia come il sostegno educativo – dai doposcuola alle attività sportive – sia decisivo per prevenire forme di esclusione sociale.
Tra i 37 nuclei coinvolti, 5 sono italiani, 20 stranieri e 12 composti da cittadini italiani nati all’estero. Nel complesso si contano 26 coppie e 11 madri sole, per un totale di 117 figli, di cui 106 minorenni.
Proprio a loro i volontari dei centri di ascolto hanno rivolto l’attenzione per comprendere se e in che misura la fragilità economica possa tradursi in povertà educativa.
Il servizio Caritas, attraverso i propri sportelli, intercetta fragilità spesso invisibili, accompagnando famiglie che rischiano l’isolamento.
Un ruolo centrale è svolto dai doposcuola sostenuti dal progetto “Io speriamo che me la cavo”, veri e propri presìdi educativi nei quartieri.
Non meno rilevante si conferma il valore dello sport e delle attività extrascolastiche, strumenti efficaci di integrazione e crescita.
In questo quadro, la Caritas di Padova si conferma una presenza attiva e capace di tessere reti: non soltanto sostegno materiale, ma anche iniziative che producono inclusione concreta.
Emblematico il caso di una bambina che, grazie all’intervento dei volontari, ha potuto continuare a frequentare il corso di danza nonostante le difficoltà economiche della madre.
Un tassello che dimostra come il contrasto alla povertà educativa passi anche da piccoli gesti, capaci di permettere ai più giovani di coltivare talenti, relazioni e fiducia nel futuro.
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