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Para Ice Hockey
14.03.2026 - 19:37
Gli Azzurri si sono complicati la vita per mezz’ora, ma alla fine la qualità superiore di Landeros e compagni ha avuto la meglio sulla Germania e la dea bendata, conquistando il quinto posto nel torneo.
Pronti, via e l’Italia si trova subito in doppia superiorità numerica per due ostruzioni tedesche. Il metro degli ufficiali di gara è chiaro: non si lascia passare nulla, nonostante sia una finale olimpica.
L’attacco azzurro però non riesce a concretizzare, complici anche palo e traversa, che beffano prima Rosa e poi Landeros. Dopo pochi secondi in 5 contro 5 è la Germania a conquistare un powerplay per il bastone alto di Macri. Landeros ha un’occasione clamorosa in contropiede ma anche questa si infrange sulla traversa e subito dopo arriva l’1-0 tedesco, nato da una mischia sotto la porta dell'Italia. Gli Azzurri accusano il colpo e non riescono più a costruire, nonostante una caratura tecnica nettamente superiore. Si va quindi al primo intervallo con la Germania in vantaggio.
Nel secondo tempo l’Italia sembra rientrare con maggiore concentrazione e cattiveria agonistica, trovando il pareggio dopo due minuti con un gran tiro di Nico Landeros, italoamericano strappato alla nazionale a stelle e strisce proprio in vista della rassegna iridata e MVP indiscusso della quadra.
Arriva un nuovo fallo della Germania e per i nostri la partita sembra finalmente mettersi in discesa, ma manca ancora la dovuta cattiveria sotto porta. Poi, la tragedia che sembra rovinare tutto: il tedesco Hering aggancia col bastone il solito Landeros involato per la porta e sulla penalità differita l’Italia toglie il portiere, ma un rovinoso retropassaggio di Antochi scivola lentamente nella porta lasciata sguarnita da Stillitano, sotto lo sguardo attonito delle migliaia di tifosi azzurri che hanno riempito lo stadio Santa Giulia di Milano per sostenere la nazionale paralimpica. Il morale dell’Italia crolla e per cinque minuti abbondanti sono i tedeschi a fare la partita.
A tre minuti dalla sirena, però, Rosa trova un prezioso contropiede e serve il capitano. Solo contro il portiere, Depaoli lascia partire una sassata sulla quale Kunst non può nulla.
Cosa sia successo nello spogliatoio azzurro non lo sapremo mai, ma l’Italia scende in campo per l’ultimo tempo di gioco con una grinta che sembrava essersi spenta dopo il trionfo per 5-0 sul Giappone di due sere fa.
Grinta che in un primo momento sembra deleteria, perché una carica di Antochi lascia nuovamente in quattro l’Italia. Gli Azzurri però blindano la porta difesa da Stillitano per tutta la durata del penalty e solo un minuto dopo Landeros regala finalmente il primo vantaggio alla squadra di casa: Depaoli passa a Rosa che sembra avere lo spazio per tirare ma sceglie invece di servire sul secondo palo Landeros lasciando tutto lo stadio col fiato sospeso. L’oriundo riesce a segnare nei pochi centimetri di porta lasciati sguarniti da Kunst e il Santa Giulia esplode in un boato dirompente.
La Germania è costretta, per la prima volta in partita, a spingere e naturalmente si allentano le marcature. Dopo uno scambio nello stretto tra Kalegaris e Macri, Rosa segna il 4-2 che mette un’ipoteca sulla partita.
Da qui si scaldano gli animi e Landeros e Schrader si scambiano un po’ di cortesie di troppo finendo in panca puniti. Due minuti dopo è il turno di Kalegaris e Brelaghe che non sembrano però saldare il conto con la penalità contemporanea e, appena rientrati, si tirano due bastonate reciproche in testa: termineranno l’incontro in panca puniti.
Nel finale, Rosa trova la doppietta personale, a partita di fatto già chiusa. Gli ultimi dieci secondi sono scanditi dal conto alla rovescia di tutto lo stadio, che dedica una meritatissima standing ovation alla nazionale azzurra.
L’Italia chiude quindi in bellezza la rassegna iridata con un meritato quinto posto, dopo che i sogni di medaglia sono stati infranti ai gironi dalla tecnica e dalla velocità di Cina e Stati uniti, che domani si giocheranno rispettivamente bronzo e oro contro Repubblica Ceca e Canada.
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