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Noale: Caritas, sempre più aiuti agli italiani

cibo2 mensaSempre più persone passano attraverso ai servizi della Caritas. Di recente, quella di Noale ha mostrato i dati dello scorso anno, che indicano un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Un’inversione di tendenza perché non ci sono solo gli stranieri, ma pure gli italiani che chiedono aiuto. All’ingresso del vecchio ospedale, dove c’è la distribuzione settimanale, si caricano vestiti o si mettono in coda per iscriversi e ricevere quello di cui hanno bisogno. Gli italiani arrivano più verso sera, forse anche per pudore, oppure qualcuno si fa portare i generi a casa.

Nel 2014, le famiglie assistite in varie forme sono state 531, di cui 114 italiane, mentre i soggetti sono stati 5.559, il 32 per cento è nostro connazionale. Nel primo trimestre questa percentuale è salita al 40 per cento, complice anche la stagione fredda in cui si devono pagare le bollette del riscaldamento: infatti, dei 5.681,34 euro erogati, 2.257,62 sono andati per aiutare qualche noalese. Si registra, così, un’inversione di tendenza rispetto al recente passato: mancano i soldi per pagare le cose basilari. Di più, perché le “borse” alimentari distribuite sono state 4.604 e ben 1.315 sono finite in mani italiane.

Per la città dei Tempesta, comunque, si è chiuso un ciclo, perché Giuliano Veller è divenuto il nuovo presidente della Caritas e del Centro d’ascolto di Noale. Dopo tre mandati per quasi dieci anni totali, Angelo Fraccaro ha deciso di lasciare per limiti d’età (81 anni ndr), ma rimarrà come presidente onorario. Ma se a Noale si vedono molti più connazionali rispetto a neanche tanti anni fa, altrove non è che la situazione sia poi così tanto diversa. Mirano e Spinea sono tra i gruppi più importanti del comprensorio, e anche da queste parti l’attività non manca. Alle spalle decine di volontari che lavorano sodo per accontentare le richieste, si lavora a contatto con i servizi sociali, anche per migliorare il servizio giorno dopo giorno.

Pure qui i numeri sono di una certa rilevanza. “Seguiamo 360 famiglie tra le parrocchie di San Michele e San Leopoldo Mandic – spiega Adriana Montaguti di Mirano – con istanze che vanno dal trovare un impiego, ma anche aiutare i fi gli a fare i compiti. Gli italiani aumentano: basti pensare che nel primo trimestre del 2015, dei 3500 euro spesi per pagare le bollette, 800 euro sono stati per famiglie italiani. Una somma impensabile fino a poco tempo fa, con persone che mai avresti pensato di vedere”. A Spinea la situazione è la stessa e le scene non è che si discostino molto. Anche in questo caso ci sono due forti poli attrattori: le parrocchie di San Vito e Modesto e Santa Bertilla. Si raggiungono 150 famiglie, con la consegna dei generi alimentari di prima necessità per quelle più bisognose e munite di tessera. I vestiti si consegnano in via Cattaneo il martedì dalle 9 alle 11, per il banco dei viveri si deve andare a Santa Bertilla, sempre alla stessa ora, ma il mercoledì. Non ci sono solo spinetensi, ma arrivano persone pure da fuori.

di
Alessandro Ragazzo

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