domenica, 21 Aprile 2024
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Ospedale e territorio: gli impegni del nuovo direttore generale

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Azienda Ulss 5 Polesana: Sinergia, rete solidarietà. Le parole della salute del Direttore Generale Pietro Girardi

Non nasconde la gioia per essere tornato nella sua terra, una terra che ama, il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Aulss 5 Polesana Pietro Girardi.  Il neo nominato Direttore torna in Polesine dopo circa 8 anni (nel 2016 lasciava l’incarico di Direttore Generale dell’ex Ulss 19 di Adria).

Fare rete, uno dei primi obiettivi

“Mi sono spostato dal Polesine quando il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, con grande acume, decise di riorganizzare la sanità regionale unificando le Ulss e creando Azienda Zero – commenta Pietro Girardi – Al mio ritorno trovo sicuramente un territorio cambiato, ma che conosco molto bene. Voglio partire proprio da questo per creare una rete di collaborazioni con le istituzioni, le aziende, le municipalità.  L’obiettivo è rendere equi servizi, risposte, distribuzione delle risorse, in maniera progressiva, da Melara a Porto Tolle: tutti i polesani devono avere le stesse opportunità”.

Polesine, demograficamente anziana

Un forte impegno assunto con tutti i cittadini, nel contesto della provincia polesana, che presenta caratteristiche sociali e demografiche particolari. L’analisi di contesto è certamente quella di un territorio ove la popolazione residente è distribuita su una superficie pari a 1.836 chilometri quadrati, organizzata in piccole entità comunali ed è privo di agglomerati urbani superiori a 50.000 abitati, ad eccezione del capoluogo, la città di Rovigo. La densità abitativa si attesta su valori poco elevati: 129,2abitanti per chilometro quadrato.

Un indicatore molto significativo è l’indice di vecchiaia che rappresenta il grado di invecchiamento della popolazione, il territorio della ULSS5 è caratterizzato da percentuali elevate, questo a descrivere una forte presenza di popolazione ultrasessantacinquenne. Nel 2023 l’indice di vecchiaia, si attestava su ben 264 anziani residenti su 100 giovani, contro il valore regionale di 195 anziani residenti ogni 100 giovani. Parallelamente all’elevato valore percentuale e all’incremento dell’indice di vecchiaia che caratterizza il territorio polesano vi è, inoltre, un’incontrovertibile tendenza all’abbassamento del tasso di natalità.

Potenziamento degli ospedali di Adria e Trecenta

Nel 2023, sono nati 5,21 bimbi ogni 1000 abitanti: “La popolazione dell’ULSS 5 ha visto nel corso degli anni ampliarsi sempre di più la fascia della popolazione anziana a fronte di una contrazione delle fasce più giovani. Ciò comporta che le politiche programmatorie in ambito socio sanitario non possono non tener conto di quanto questo fenomeno generi problematiche complesse sia dal punto di vista sanitario che sociale.

L’invecchiamento della popolazione, infatti, porta con sé l’aumento della prevalenza di molte patologie croniche età correlate, che meritano programmi e sinergie dedicate – spiega il Direttore Generale – Queste caratteristiche territoriali ci conducono a una riflessione: la necessità di declinare per ogni progetto la logica della rete, il tema della collaborazione, della solidarietà, la porteremo avanti anche per aumentare le possibilità di potenziamento degli ospedali di Adria e Trecenta. A chi è preoccupato per questi ospedali dico: non preoccupatevi, arriveranno delle risposte opportune per i bisogni delle persone, potenzieremo i servizi.  Per esempio, a Trecenta sono stati fatti moltissimi investimenti in attrezzature negli ultimi anni. Siamo una delle pochissime regioni ancora virtuosa e la Regione del Veneto non fa mancare finanziamenti.  Questi saranno anni in cui faremo investimenti in salute e nuovi percorsi assistenziali”.

Rispetto alla mancanza di medici, tema centrale che tocca tutta la sanità non solo regionale, ma nazionale, il Nuovo Direttore Generale dottor Pietro Girardi ha le idee chiare: “I medici sono pochi e si fatica a trovare professionisti. Ma cosa porta un professionista a scegliere questo ospedale piuttosto che un altro? Sono certo che la risposta sia il benessere organizzativo all’interno dell’Azienda. E su questo voglio lavorare in prima persona: in una azienda ove si trova benessere, anche emotivo e relazionale oltre che di sviluppo formativo ed economico, il professionista arriva, e resta. Poiché il benessere organizzativo diviene un fattore che si riverserà in qualità di rapporto, tra professionista sanitario e paziente” .