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05.03.2026 - 08:14
L’Italia si prepara a giocare un ruolo di primo piano nella risposta europea alle emergenze nucleari, biologiche, chimiche e radiologiche. È stato presentato oggi a Verona il progetto rescEU CBRN-DSIM-IT, una nuova capacità operativa ad alta tecnologia destinata a intervenire negli scenari più complessi e rari delle crisi NBCR.
L’iniziativa nasce alla fine del 2023 in risposta alla richiesta lanciata dalla Direzione generale per la Protezione civile europea e gli aiuti umanitari della Commissione europea ai Paesi membri dell’Unione. Tra i primi a raccogliere la sfida c’è stata proprio l’Italia, che ha messo a disposizione dell’Europa una struttura innovativa progettata dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
La presentazione dei nuovi mezzi, allestita nell’area fieristica veronese, si è svolta alla presenza del sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco e del capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco Eros Mannino, insieme ai vertici territoriali del Corpo, ai rappresentanti della Protezione civile e ai partner scientifici coinvolti nel progetto.
Finanziato con 26,6 milioni di euro nell’ambito dello strumento rescEU e approvato dalla Commissione europea con il massimo punteggio, il programma prevede la realizzazione di una flotta composta da undici veicoli speciali ad alta tecnologia. Tra questi figurano laboratori mobili biologici e chimici, un mezzo per le attività di Detection, Sampling and Monitoring, un campo base logistico e sistemi avanzati per telecomunicazioni e comando.
La dotazione comprende anche droni, robot terrestri, un cane robot dedicato alle operazioni CBRN, strumenti di rilevamento di ultima generazione e una sala regia mobile capace di elaborare in tempo reale scenari NBCR anche in tre dimensioni. I laboratori sono stati progettati con standard di sicurezza comparabili a quelli delle strutture fisse e realizzati in alluminio per facilitarne il trasporto anche per via aerea.
Le emergenze di tipo nucleare, biologico, chimico o radiologico sono eventi rari ma estremamente complessi da gestire. Incidenti industriali, come quelli che possono verificarsi in stabilimenti classificati “Seveso”, richiedono tecnologie sofisticate e personale altamente specializzato, risorse che non sempre sono disponibili in tutti i Paesi europei.
Il progetto è coordinato dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco con il supporto di partner scientifici e sanitari di primo piano, tra cui ENEA, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Ospedale Luigi Sacco, oltre a diversi enti pubblici e privati specializzati nel settore.
Tra le novità anche la creazione di una base di addestramento a Milano e un programma formativo dedicato a circa cento operatori altamente qualificati. Le procedure operative consentiranno l’attivazione della squadra entro dodici ore dalla richiesta della Commissione europea.
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