Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Sicurezza

Banda sgominata dopo mesi di indagini dei Carabinieri

L’operazione è partita da un furto a Pettorazza Grimani

Stazione dei carabinieri di Adria

Stazione dei carabinieri di Adria

Tre albanesi sono stati arrestati grazie a una complessa indagine condotta dai reparti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Rovigo e la supervisione della Procura della Repubblica di Padova. L’operazione dei carabinieri ha smantellato una vera e propria rete dedita ai furti in appartamento e rappresenta uno degli interventi più significativi del 2025, sul fronte dei reati contro il patrimonio.

Un’indagine capillare e meticolosa, iniziata a seguito di un furto in abitazione a Pettorazza Grimani, ha portato all’arresto di tre cittadini albanesi ritenuti responsabili di numerosi colpi in abitazione avvenuti in Polesine e in altri comuni del Veneto.

L’operazione, coordinata dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Adria con l’ausilio di altri reparti del Comando Provinciale dei Carabinieri di Rovigo e sotto la supervisione della Procura della Repubblica di Padova, è stata una delle operazioni più significative condotte nel 2025 sul fronte dei reati contro il patrimonio.

L’indagine era partita nell’ottobre 2025, quando nella zona di Pettorazza Grimani era stata segnalata la presenza sospetta di un’Audi A6, risultata in uso a soggetti dediti ai furti in abitazione. Servizi di osservazione e pedinamento, incrociati con segnalazioni di altri furti avvenuti nel territorio veneto, hanno permesso ai Carabinieri di accertare che il gruppo, composto da tre persone, utilizzava sempre lo stesso modus operandi: uno guidava l’auto lasciando sul posto i due passeggeri, che venivano poi recuperati al termine del furto.

Grazie a strumenti di tracciamento, analisi di filmati di videosorveglianza e ore di lavoro sul campo, i militari sono riusciti non solo a ricostruire spostamenti e schema di azione di ogni singolo componente della banda, ma anche a localizzare il fabbricato utilizzato come rifugio, una ex distilleria a Pianiga (VE), che fungeva da safehouse. L’auto impiegata nei furti veniva parcheggiata a distanza, e i malviventi seguivano itinerari separati per non destare sospetti. Durante i colpi tenevano spenti i telefoni e comunicavano via radio, mentre un quarto complice, deferito in stato di libertà per favoreggiamento, curava la logistica, la sicurezza e la gestione del covo, dotato anche di una piccola rete di videosorveglianza interna, utilizzata per monitorare l’ingresso, normalmente chiuso con catena e lucchetto.

 L’operazione, conclusa il mese scorso con l’arresto di tre cittadini di nazionalità albanese, rappresenta uno degli interventi più significativi del 2025 sul fronte dei reati contro il patrimonio, un ambito su cui il Comando Provinciale dei Carabinieri di Rovigo ha concentrato una forte azione preventiva e repressiva.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione