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Anche Adria si apre al confronto sulla fusione

La possibile fusione di Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina tra incentivi statali, tagli ai trasferimenti e rilancio dei servizi pubblici

Anche Adria si apre al confronto sulla fusione

La fusione tra Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina è diventato un tema politico che sta trovando spazio nei Consigli comunali del territorio. Il confronto si è acceso a Porto Tolle, ma anche a Taglio di Po e ad Adria, solo per citare alcuni esempi, segno che la prospettiva di una “Città del Delta” si sta diffondendo nell’interesse collettivo. Ad Adria, nell’ultima seduta consiliare, è emerso che la maggioranza ha da tempo avviato interlocuzioni con alcuni dei dodici Comuni limitrofi per valutare una possibile fusione. E sulle pagine di cronaca Forza Italia ha rilanciato con decisione l’idea di entrare a far parte della “Città del Delta”.

Prende forma "La Città del Delta"

I tagli ai trasferimenti statali e i bilanci sempre più stretti spingono i Comuni del Delta a valutare la fusione. L’ipotesi di un nuovo ente garantirebbe contributi statali per 15 anni e fondi regionali straordinari per i prossimi tre anni. L’assessore regionale Marco Zecchinato assicura il sostegno della Regione nell’iter che porterebbe al referendum e alla nascita della nuova realtà amministrativa. Il confronto politico è aperto e coinvolge anche altri municipi del territorio.

Il contesto è chiaro: i tagli ai trasferimenti statali ai comuni, anche per i prossimi anni,  e le crescenti difficoltà di bilancio  degli enti, rendono sempre più complesso garantire servizi efficienti. Un ente unico da circa 30 mila abitanti – sommando i 14.400 di Porto Viro, gli 8.800 di Porto Tolle e i 6.300 di Rosolina – significherebbe aumentare il peso del territorio nei tavoli istituzionali, ottenere i finanziamenti statali per i prossimi 15 anni, contributi regionali per i prossimi tre anni, garantire servizi pubblici di qualità alle comunità e avere più capacità progettuale  per lo sviluppo del Polesine. L’esperienza di Porto Viro, nata nel 1995 dalla fusione di Donada e Contarina grazie al referendum, dimostra che unire le forze può tradursi in un rafforzamento amministrativo e organizzativo. Sul piano economico gli incentivi sono significativi. Resta la domanda di fondo: quali Comuni sceglieranno davvero di fondersi? Il dibattito è aperto e attraversa più assemblee civiche. Ma una cosa appare chiara: nel Delta del Po l’idea di unire le forze non è più un’ipotesi lontana, bensì una proposta su cui amministratori e forze politiche stanno iniziando a confrontarsi pubblicamente. 

Guendalina Ferro

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