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I tesori del Delta in esposizione a Venezia

A Palazzo Ducale esposti reperti che raccontano il ruolo dell’antica Adria, città che ha dato il nome all’Adriatico

I tesori del Delta in esposizione a Venezia

La mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, visitabile fino al 29 settembre, a palazzo Ducale, mette in dialogo civiltà e territori attraversati dall’acqua. Per la prima volta visibile al pubblico la testa in terracotta, di una divinità femminile, risalente al II secolo-I secolo a.C., rinvenuta nei pressi dell'ospedale di Adria nel 2010-2011.

Venezia -  C’è anche il cuore archeologico del Delta del Po nell’importante  mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, allestita nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale e visitabile fino al 29 settembre 2026. L’esposizione propone un viaggio nel mondo delle pratiche religiose dell’Italia preromana, mettendo al centro il valore simbolico dell’acqua, elemento generativo, terapeutico e identitario per le civiltà antiche.

Tra i reperti più significativi emerge un legame diretto con il Polesine e con la storia di Adria, antico centro etrusco che ha dato il nome al mare Adriatico. Proprio da Adria arriva una delle novità più rilevanti della mostra: per la prima volta visibile al pubblico, il frammento di testa femminile in terracotta ad altorilievo rinvenuto negli scavi archeologici del 2010-2011 nei pressi dell’ospedale cittadino.

Il reperto raffigura la metà destra di un volto femminile diademato, con capelli ondulati e labbra socchiuse. Sull’incarnato sono ancora visibili microtracce di pigmento rosato. Databile tra il II e il I secolo a.C., il frammento era probabilmente parte della decorazione di un tempio di età repubblicana e testimonia la fase di trasformazione urbanistica e culturale della città nel momento della romanizzazione.

La presenza di questo reperto consente di raccontare anche il ruolo strategico che Adria e il vicino porto etrusco di Spina ebbero nel sistema commerciale e culturale dell’antico delta padano. Tra rotte fluviali e approdi marittimi, questi centri rappresentarono infatti un punto di incontro tra Etruschi, Veneti e mondo mediterraneo.

La mostra offre inoltre l’occasione per ricordare altri importanti ritrovamenti legati al territorio deltizio, come il celebre bronzetto noto come Eracle di Contarina, scoperto nel 1887 nell’area dell’attuale Porto Viro, dove in antico dovevano trovarsi approdi collegati alla città etrusca di Adria.

Alla cerimonia inaugurale è intervenuto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Questa mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti, forte e naturale, spiega le origini della civiltà italiana, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica, che ha ancora moltissimo da insegnarci».A presenziare all’inaugurazione della mostra, anche  il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e per la regione del Veneto, il vice presidente Lucas Pavanetto e l’assessore Valeria Mantovan.

Curata da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, l’esposizione è organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati. Approfondimenti storici sui reperti saranno presentati nel corso della conferenza culturale in programma il prossimo 23 aprile, alle ore 17, presso il Museo Archeologico Nazionale di Adria. Relatore dell'evento Alberta Facchi e Tiziano Trocchi, direttori rispettivamente dei Musei Archeologici Nazionali di Adria e Ferrara.

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