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30.09.2016 - 09:31
Sono state accolte le osservazioni e le richieste espresse da Coldiretti all’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan durante l’incontro con il consiglio provinciale dell’organizzazione agricola padovana. A causa delle scarse risorse di cassa in un primo momento la priorità d’intervento era circoscritta alle pecore e alle capre in quanto il numero di capi soddisfava le scorte economiche accantonate in caso di simili calamità. Ma è stato necessario estendere il trattamento ai capi di vacche, manzi, buoi e vitelli per debellare il virus dal territorio veneto. Di conseguenza, la Regione ha deciso di estendere la gratuità della vaccinazione per i bovini nelle aree di restrizione per puntare alla eradicazione della malattia, disponendo anche certificazioni veterinarie per la movimentazione dei capi a carico dei servizi veterinari delle Ulss. Sono queste le due misure messe a punto per debellare l’epidemia di febbre catarrale maligna che sta colpendo greggi e armenti negli alpeggi delle province di Treviso, Vicenza e Belluno e che, con la ‘demonticazione’ dei capi, rischia di arrivare anche in pianura. Secondo Coldiretti in Veneto migliaia di allevatori di bovini avrebbero dovuto sostenere direttamente anche l’onere del costo del vaccino: una soluzione che non avrebbe di certo aiutato gli allevatori.Edizione
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