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Lavori sulla Ferrovia Ponte nelle Alpi – Calalzo di Cadore: l’incubo si prolunga fino al 2030

Il PD chiede chiarimenti sul futuro della tratta, con l’incognita di una chiusura prolungata per la manutenzione

Lavori sulla Ferrovia Ponte nelle Alpi – Calalzo di Cadore: l’incubo si prolunga fino al 2030

Alessandro Del Bianco

Quello che doveva essere un intervento di manutenzione della durata di due anni sulla linea ferroviaria Ponte nelle Alpi – Calalzo di Cadore rischia di trasformarsi in un incubo che si protrae almeno fino al 2030. Le nuove informazioni fornite da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) hanno reso noto che i lavori sulla tratta continueranno per almeno altri cinque anni, con una chiusura stagionale della linea per sei mesi all’anno. Inoltre, anche dopo il 2030, la ferrovia resterà chiusa per ulteriori tre mesi ogni anno per la manutenzione ordinaria.

Queste novità sono emerse nel corso di un incontro organizzato dal Partito Democratico Belluno Dolomiti, svoltosi sabato scorso presso l'Hotel Europa di Belluno, durante il quale sono stati presentati i candidati alle elezioni regionali di novembre. Tra i partecipanti, anche il deputato Andrea Casu, vicepresidente della IX Commissione Trasporti alla Camera, che si è impegnato a portare la questione in Parlamento, avviando un’interrogazione ufficiale sulla situazione della tratta.

Le preoccupazioni per il futuro della linea

Il deputato Alessandro Del Bianco, durante l’incontro, ha esposto le preoccupazioni degli amministratori locali e dei cittadini riguardo la gestione dei lavori. «Ci è stato detto per anni che i lavori erano legati alle Olimpiadi e che sarebbero stati completati nel 2024. Poi, ci è stato comunicato che sarebbero proseguiti fino al 2027. Ora, l'ultimo documento ufficiale di RFI ci racconta una realtà molto più allarmante», ha dichiarato Del Bianco. «È urgente fare chiarezza su quanto sta succedendo e coinvolgere il Parlamento per ottenere risposte».

Secondo quanto comunicato ufficialmente da RFI, la linea sarà interrotta per sei mesi ogni anno fino al 2030, con un impatto significativo sulle persone che dipendono da questa tratta per i loro spostamenti quotidiani. Il deputato ha sottolineato che è incomprensibile come, in un Paese industrializzato, si possa impiegare un decennio per completare lavori di manutenzione su una tratta ferroviaria di soli 40 chilometri.

La richiesta di trasparenza

A portare avanti la battaglia per una risoluzione della questione è anche Sindi Manushi, consigliera provinciale di Futura – Centrosinistra Bellunese, che ha sollevato il problema già quest’estate, avviando un confronto con RFI. «Non è possibile pensare a un futuro per questa tratta con simili interruzioni. La ferrovia diventa inutilizzabile per sei mesi all’anno e perde la sua utilità per pendolari, studenti e residenti del Cadore. La trascuratezza nei trasporti è evidente, ed è necessario un tavolo di confronto serio per trovare soluzioni».

L'incontro di sabato ha visto anche l’intervento del deputato Andrea Casu, che ha assicurato di voler portare le istanze del Bellunese direttamente in Parlamento, per fare in modo che la questione venga trattata con la giusta urgenza. «Vogliamo una montagna viva, 365 giorni all’anno, con servizi e opportunità di lavoro. Non possiamo permetterci di abbandonare le nostre valli e i nostri cittadini a un futuro di incertezze», ha detto Casu, rilanciando la necessità di un cambio di rotta nelle politiche di trasporto e infrastrutture.

Un futuro incerto per la tratta

Le preoccupazioni espresse durante l'incontro riguardano anche la gestione delle politiche trasportistiche a livello locale, con critiche alla mancanza di una visione chiara per il futuro della ferrovia Ponte nelle Alpi – Calalzo di Cadore. «Non possiamo accettare che una tratta ferroviaria importante per la nostra provincia venga messa in pericolo. È urgente sapere se il nostro territorio vuole davvero valorizzare questa infrastruttura o se siamo destinati ad assistere al suo smantellamento», ha concluso Del Bianco.

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