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Confcooperative Belluno e Treviso: un accordo per il lavoro inclusivo delle persone con disabilità

Un percorso condiviso per valorizzare competenze, autonomia e reinserimento sociale dei lavoratori fragili

Confcooperative Belluno e Treviso: un accordo quadro per il lavoro inclusivo delle persone con disabilità

Luca Sartorato e Andrea Favaro

Il tema del lavoro e della tutela dei lavoratori resta centrale per le cooperative aderenti a Confcooperative Federsolidarietà Belluno e Treviso, che, in vista delle prossime elezioni regionali, propongono la creazione di un accordo quadro finalizzato a favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. L’iniziativa punta a collegare le imprese del territorio con le cooperative sociali di tipo B, valorizzando le competenze e promuovendo l’autonomia e il reinserimento sociale dei lavoratori fragili.

L’inserimento di persone con disabilità è regolato dall’articolo 14 del Decreto Legislativo 276/2003 (Legge Biagi), che obbliga le aziende con più di 15 dipendenti ad assumere una quota di lavoratori svantaggiati e consente, attraverso le convenzioni di Collocamento Mirato, di affidare commesse alle cooperative sociali per coprire costi di lavoro e produzione. In Veneto è già attivo un Accordo Quadro regionale che semplifica l’applicazione di queste convenzioni e offre alle aziende uno strumento operativo chiaro per rispettare gli obblighi di legge.

I numeri regionali mostrano un quadro significativo: sono 36.540 i lavoratori con disabilità in Veneto, di cui 1.728 a Belluno e 6.495 a Treviso. La maggior parte (60%) ha tra i 30 e i 54 anni, e la tipologia contrattuale prevalente è a tempo pieno e indeterminato (91%). Nonostante la crescita costante dell’utilizzo delle convenzioni, le cooperative registrano una certa diffidenza da parte delle aziende, che limita l’applicazione completa dello strumento. Attualmente in Veneto risultano attive 311 convenzioni, stipulate da 276 aziende e 93 cooperative sociali, a beneficio di 622 lavoratori.

Le proposte delle cooperative
Andrea Favaro, delegato area inserimenti lavorativi Federsolidarietà Belluno e Treviso, sottolinea come “non si tratta solo di rispettare un obbligo di legge, ma di dare dignità al lavoro e alle persone, attraverso una concertazione condivisa tra decisori politici, associazioni di categoria e imprese”.

Luca Sartorato, presidente di Federsolidarietà Belluno e Treviso, propone l’istituzione di un tavolo di confronto sul costo del lavoro, aperto a tutti gli attori coinvolti, per definire regole condivise nella gestione degli appalti pubblici e privati con inserimento di lavoratori svantaggiati. “Ogni inserimento può trasformare una persona da assistita a cittadino contribuente – spiega Sartorato – e rappresenta un vantaggio concreto per la comunità, oltre che un valore morale ed etico”.

Un primo passo concreto è stato compiuto con il Protocollo d’intesa tra INAIL, Confcooperative, Legacoop e AGC, che valorizza il lavoro delle cooperative sociali nella promozione di percorsi inclusivi e dignitosi. Federsolidarietà Belluno e Treviso propone ora di estendere l’iniziativa attraverso un accordo quadro regionale che garantisca qualità dei servizi, tutela dei lavoratori e rafforzi la cooperazione sul territorio, ispirandosi al progetto pilota Impact di Bergamo.

Confcooperative Belluno e Treviso rappresenta 133 cooperative con oltre 33.600 soci e quasi 9.000 addetti, generando un fatturato complessivo di 1,766 miliardi di euro nel 2023. Il settore sociale, che comprende cooperative di tipo A (servizi socio-sanitari e culturali) e di tipo B (inserimento lavorativo di persone svantaggiate), impiega oltre 10.000 persone, consolidando il ruolo della cooperazione nella crescita economica e sociale della regione.

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