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Un progetto da 25 milioni

Mirano, presentato dal Consorzio Acque Risorgive il Piano per la messa in sicurezza del Muson Vecchio

Riguarderà anche gli altri comuni attraversati dal fiume

Mirano, presentato dal Consorzio Acque Risorgive il Piano per la messa in sicurezza del Muson Vecchio

Un progetto ambizioso e atteso da anni potrebbe segnare una svolta nella gestione del rischio idraulico del Muson Vecchio e mettere in sicurezza Mirano e gli altri comuni attraversati. Nelle scorse settimane il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha presentato alla Città Metropolitana di Venezia il progetto di fattibilità tecnico-economica che delinea una strategia complessiva di messa in sicurezza e rinaturalizzazione del corso d’acqua. Una proposta articolata, dal valore complessivo di 25 milioni di euro, che punta a intercettare risorse attraverso i futuri bandi dei programmi di investimento pubblico e, soprattutto, nell’ambito della programmazione europea delle Politiche di coesione 2028-2034.

Il piano ha già raccolto la piena adesione dei Comuni attraversati dal Muson Vecchio o interessati dalle sue dinamiche idrauliche. Oltre a Mirano, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Noale, Salzano e Santa Maria di Sala. Tutte amministrazioni che in passato hanno dovuto fare i conti con esondazioni e allagamenti e che oggi guardano con favore a un intervento capace di affrontare in modo strutturale le criticità del territorio.

Il progetto prevede opere mirate e complementari: la realizzazione di un nuovo by-pass del mulino di Loreggiola, tre casse di espansione nei comuni di Loreggia, Santa Maria di Sala e Salzano, l’efficientamento del nodo idraulico di Camposampiero e l’adeguamento del by-pass del mulino di Mazzacavallo, punto nevralgico tra Santa Maria di Sala, Noale e Massanzago. I nuovi bacini di laminazione, cuore operativo dell’intervento, interesseranno complessivamente oltre 47 ettari, offrendo una capacità di invaso superiore ai 660 mila metri cubi: numeri che, secondo i tecnici, potranno ridurre in maniera sensibile il rischio idraulico nelle aree circostanti.

«Si tratta di un progetto importante – sottolinea il presidente di Acque Risorgive, Federico Zanchin – non solo perché aumenta la sicurezza idraulica, ma perché permette di immagazzinare acqua nei nuovi bacini e renderla disponibile nei periodi siccitosi». Un beneficio prezioso in un territorio dove le precipitazioni, sempre più irregolari, alternano fasi estreme di abbondanza e siccità. A ciò si aggiunge un rilevante valore ambientale: le nuove aree umide fungeranno da zone di fitodepurazione e, allo stesso tempo, creeranno habitat ecologici in un contesto fortemente antropizzato.

Soddisfatto anche il sindaco di Mirano, Tiziano Baggio, che ricorda come il tema sia stato al centro delle tre edizioni del Festival dell’Acqua: «Questo progetto rappresenta un passo concreto verso la sicurezza idrogeologica. Proprio dal confronto avviato durante il Festival è nata la scelta dei Comuni dell’IPA del Miranese di finanziare lo studio preliminare da cui oggi deriva il PFTE. Ora serve determinazione nella ricerca dei fondi».

Riccardo Musacco

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