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“Veneto for Juba”: il progetto umanitario arriva a Vittorio Veneto

Incontro pubblico per raccontare il sostegno ai bambini con disabilità del Sud Sudan

“Veneto for Juba”: il progetto umanitario arriva a Vittorio Veneto

Foto di repertorio

Il Comune di Vittorio Veneto invita cittadini e cittadini all’incontro pubblico di restituzione del progetto “Veneto for Juba”, sostenuto dalla Regione Veneto e coordinato da OVCI La Nostra Famiglia E.T.S., realizzato in collaborazione con i Comuni di Vittorio Veneto e Mirano. L’iniziativa mira a migliorare la qualità della vita e ridurre la mortalità dei bambini, in particolare quelli con disabilità, nel Sud Sudan.

L’appuntamento è fissato per sabato 29 novembre alle ore 17.30 presso l’aula civica del Museo della Battaglia, dove saranno illustrate le attività svolte e quelle ancora in corso, con approfondimenti su salute, disabilità, transculturalità e cooperazione internazionale.

Il progetto fornisce servizi sanitari, trattamenti riabilitativi, formazione per il personale locale e sensibilizzazione della comunità, promuovendo un accesso equo alla salute e al benessere, in particolare per le donne con figli disabili. Negli ultimi anni sono stati potenziati il centro riabilitativo Usratuna e i due ambulatori di Munuki e Kator, permettendo lo screening di almeno 400 bambini sotto i 10 anni. Inoltre, cinque giovani professionisti sud sudanesi hanno ricevuto formazione tecnico-manageriale e sono stati organizzati 12 workshop “Mothers meetings” destinati a cento madri, per fornire informazioni su prevenzione, stimolazione e ausili individualizzati da utilizzare a domicilio.

L’assessora alle Politiche Sociali, Laura Ceccarini, sottolinea l’importanza dell’iniziativa: “Il nostro sostegno a ‘Veneto for Juba’ rappresenta solidarietà concreta verso chi è in difficoltà, garantendo al contempo la serietà e l’efficacia dell’intervento. L’incontro sarà l’occasione per conoscere da vicino il lavoro dei volontari e comprendere la difficile situazione del Sud Sudan, dove la crescente crisi politica mette a rischio un fragile accordo di pace. I cooperanti rientrati ci racconteranno le loro esperienze sul campo”.

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