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02.12.2025 - 08:53
Foto di repertorio
Aula consiliare di Palazzo Ferro Fini: ieri si è svolta la cerimonia di premiazione della prima edizione del premio Giulia Cecchettin, istituito dal Consiglio regionale del Veneto per valorizzare le migliori tesi di laurea o di dottorato sui temi della violenza di genere e della parità.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il Segretario Generale Roberto Valente, il Presidente dell'Assemblea legislativa Roberto Ciambetti e il Presidente del Corecom Veneto Marco Mazzoni Nicoletti. Il premio, previsto dall'articolo 12 della L.R. n. 30/2023, ha l'obiettivo di onorare la memoria di Giulia Cecchettin, sostenere la ricerca accademica e sensibilizzare sul fenomeno della violenza contro le donne.
“Il fenomeno della violenza di genere in Veneto è fortunatamente in calo – ha sottolineato il Presidente Ciambetti – ma le denunce continuano a crescere, segno che le vittime e i familiari trovano il coraggio di segnalare gli abusi. Premi come questo contribuiscono a rafforzare la cultura del rispetto e della consapevolezza.
Il Segretario Generale Roberto Valente ha ricordato l'emozione provata nell'essere presidente della commissione esaminatrice, evidenziando l'importanza di coinvolgere anche i giovani maschi nello studio e nella comprensione del fenomeno della violenza di genere.
La commissione giudicatrice, composta interamente da dirigenti donne del Consiglio regionale e presieduta da Valente, ha assegnato il primo premio, del valore di 4.000 euro, a Sofia Baldin per la tesi “Violenza contro le donne e forme di vittimizzazione. Un'indagine qualitativa a partire dalle esperienze dei familiari delle vittime di femminicidio.” Il lavoro è stato premiato per l'approccio concreto e multidisciplinare, che ha esplorato gli effetti della violenza sui familiari delle vittime, considerati vittime indirette, e i servizi di supporto disponibili.
Il secondo premio, di 1.000 euro ciascuno, è stato assegnato ex aequo a tre laureati: Antonio Di Pietro per la tesi “Violenza di genere online: pratiche e resistenza.”, Alice Giorato per “Femminicidio e arte. ‘Artivismo’ femminista in Italia e in Messico.” ed Erika Zucchetti per “L'impatto della copertura mediatica dei casi di femminicidio sull'opinione pubblica. Analisi critica e riflessioni sul caso di Giulia Cecchettin.”
Oltre ai vincitori, tutti gli altri partecipanti hanno ricevuto un attestato di merito in riconoscimento della qualità e dell'impegno dei loro lavori. Tra i premiati figurano studenti e studentesse di diverse università italiane, con tesi che hanno affrontato la violenza di genere da prospettive multidisciplinari: giurisprudenza, psicologia, sociologia, comunicazione, storia e pedagogia.
Gino Cecchettin, presidente onorario della Fondazione Cecchettin, ha ricordato l'importanza della memoria di sua figlia Giulia, sottolineando come il premio sia anche un'occasione di festa e di speranza, grazie all'impegno dei giovani nella riflessione e nel contrasto alla violenza di genere.
La cerimonia si è conclusa con la consegna dei premi e degli attestati, con l'auspicio che la seconda edizione possa continuare a promuovere la cultura del rispetto e della parità di genere nelle future generazioni.
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