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Welfare regionale
20.12.2025 - 16:15
Massimiliano Paglini, segretario generale Cisl Veneto
L’annuncio del presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, di voler approvare entro sei mesi una legge regionale dedicata ai caregiver familiari è stato accolto con favore dalla Cisl Veneto. Il progetto, presentato l’altro giorno in Consiglio regionale, rappresenta una risposta a una richiesta che il sindacato porta avanti da tempo e che era stata rilanciata anche durante la recente campagna elettorale.
La futura norma trova le sue basi anche in una ricerca promossa da Cisl Veneto e Fnp Veneto, il sindacato dei pensionati, realizzata dalla Fondazione Corazzin e presentata la scorsa primavera. Uno studio che ha messo in evidenza il peso crescente dell’assistenza familiare e la necessità di un sistema più strutturato.
«È una legge senz’altro indispensabile per passare da un sistema sostenuto da famiglie e in larga parte dal volontariato, a un sistema strutturato e organico di interventi, compreso nella cornice di una politica globale e strategica, di visione e di azione», sottolinea Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto. «La sua approvazione, promessa dal presidente tra i primi provvedimenti del suo mandato, finalmente collocherà il Veneto accanto alle altre tredici Regioni che, ben oltre l’assicurare un supporto economico, hanno scelto di valorizzare la loro funzione sociale con una legge ad hoc, garantendone riconoscimento dello status, tutele e servizi essenziali».
Secondo Paglini, una legge regionale permetterà ai caregiver di sostenere il carico di cura in modo più equilibrato, con benefici diretti per le famiglie e per i lavoratori. «Questo consentirà a chi si prende cura di un familiare o di un conoscente fragile di avere un carico sostenibile in termini di tempo e di risorse necessarie, e quindi maggiore serenità e supporto in un panorama di servizi integrati». Un’attenzione particolare va alle donne, che più spesso si trovano a ricoprire questo ruolo, «troppo spesso costrette a scegliere tra le opportunità di lavoro e il carico familiare».
Il tema riguarda da vicino molte famiglie venete. Oggi quasi quattro adulti su dieci svolgono un’attività di cura continuativa, in oltre il 60 per cento dei casi donne. Sono circa 300 mila le famiglie con anziani non autosufficienti assistiti a domicilio, senza contare quelle che convivono con la disabilità di un familiare. Un fenomeno destinato a crescere, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione: gli over 80 rappresentano già il 7,9 per cento dei residenti e, secondo le stime, nel 2042 supereranno il 10 per cento.
«La proposta lanciata dal presidente Stefani è di grande valore perché il tema è trasversale e riguarderà sempre più pervasivamente le nostre comunità», conclude Paglini. «Per questo lo riteniamo un primo importante passo che dovrà rafforzare le tutele che si stanno cominciando a consolidare anche attraverso la contrattazione e la bilateralità». Da qui l’auspicio che la Regione convochi al più presto un tavolo di confronto con le parti sociali per accompagnare l’elaborazione e l’attuazione della legge.
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