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04.01.2026 - 15:07
Foto di repertorio
Ogni anno, il primo gennaio porta con sé la voglia di ricominciare. I buoni propositi diventano protagonisti di conversazioni, social e pensieri personali: smettere di fumare, fare più sport, risparmiare, dedicare tempo agli affetti o migliorare nello studio e nel lavoro. Ma spesso, con il passare dei giorni, queste intenzioni svaniscono, lasciando spazio a frustrazione e sensi di colpa.
Il segreto per trasformare un proposito in realtà sta nel pianificare con calma e realismo. Non servono obiettivi troppo grandi: meglio iniziare con piccoli passi concreti. Per esempio, se si vuole fare più movimento, stabilire una camminata quotidiana di 20 minuti è più efficace di iscriversi a corsi impegnativi subito.
Un altro aspetto importante è monitorare i progressi. Tenere un diario, segnare i successi quotidiani o utilizzare app dedicate aiuta a mantenere la motivazione e a celebrare anche i piccoli risultati. La chiave è il riconoscimento dei passi avanti, senza focalizzarsi solo sugli eventuali fallimenti.
È utile anche scegliere pochi obiettivi mirati. Troppe promesse rischiano di generare stress e abbandono precoce. Meglio concentrarsi su ciò che davvero conta, compatibile con i ritmi personali e le esigenze quotidiane.
Infine, non bisogna dimenticare il supporto sociale. Condividere i propositi con amici o familiari può essere motivante e creare un senso di responsabilità reciproca, senza trasformare il processo in un obbligo opprimente.
In sintesi, i buoni propositi non devono essere fonte di ansia, ma strumenti di miglioramento personale. Con realismo, gradualità e consapevolezza, anche i desideri più ambiziosi possono diventare concreti, trasformando il primo giorno dell’anno in un punto di partenza positivo e sostenibile.
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