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23.12.2025 - 16:45
Foto di repertorio
Il mercato del lavoro veneto ha registrato un rallentamento nel terzo trimestre del 2025, con una perdita complessiva di 8.500 posti di lavoro dipendente. Nonostante i segnali di ripresa evidenziati nel periodo aprile-giugno, la fine dell’estate ha portato a un saldo negativo che, sebbene tipico di questa fase dell’anno, ha visto una diminuzione delle assunzioni e una sostanziale stabilità delle cessazioni. Questo andamento rappresenta una flessione rispetto allo stesso periodo del 2024.
Il Sestante di Veneto Lavoro, pubblicato con cadenza trimestrale, offre un'analisi approfondita sulla congiuntura occupazionale nella regione, prendendo in considerazione i dati relativi all'occupazione, ai contratti e ai settori economici. Nonostante l'andamento negativo, il dato complessivo riflette la prudenza delle famiglie e delle imprese in un contesto economico ancora fragile.
Settori in difficoltà, ma l'agricoltura resiste
Il settore agricolo si conferma tra i pochi a registrare un bilancio positivo, con un incremento di 11.200 posti di lavoro, un dato che si avvicina ai numeri dello scorso anno. Tuttavia, la situazione è meno favorevole per l'industria (-1.400 posti) e i servizi (-18.400 posti), con un netto arretramento soprattutto nel comparto dei servizi turistici e della logistica. Il rallentamento nell'industria manifatturiera, che risente della debole domanda nel made in Italy, è uno degli aspetti più preoccupanti, con una particolare flessione nelle aree legate al legno e ai mezzi di trasporto.
L’eccezione per l'industria è rappresentata dal settore metalmeccanico, che, nonostante un saldo negativo di -640, ha visto un miglioramento grazie a un aumento delle assunzioni.
Le province venete: Treviso in controtendenza
Sul piano territoriale, le province venete hanno registrato risultati misti. In particolare, la provincia di Treviso ha segnato un saldo positivo di 3.750 posti di lavoro, spinto principalmente dal settore agricolo. Al contrario, Venezia ha subito una perdita significativa, con 14.900 posizioni di lavoro in meno. Altre province come Belluno (-1.900) e Rovigo (-960) hanno visto dei cali occupazionali, mentre Padova (+740) e Verona (+4.600) hanno registrato saldi positivi.
Un mercato del lavoro a più velocità
Nonostante la perdita di posti di lavoro, i dati mostrano un incremento nelle assunzioni per le persone over 55 (+8%), mentre si registrano cali tra le donne (-5%) e gli stranieri (-3%). Questo dato evidenzia una domanda crescente per lavoratori più anziani, ma una difficoltà maggiore per i giovani e per il lavoro femminile.
Per quanto riguarda le altre tipologie di contratto, i contratti intermittenti e domestici sono rimasti stabili, mentre si segnala una diminuzione nei contratti parasubordinati e nei tirocini. A livello regionale, la disoccupazione si attesta al 3%, mentre il tasso di occupazione è al 60,4%.
Il quadro economico regionale
Il mercato del lavoro veneto riflette le difficoltà del tessuto economico, con una produzione industriale che segna un aumento dell’1,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Tuttavia, alcune aree del settore manifatturiero continuano a registrare performance negative, in particolare nel settore della carta e stampa, legno e mobile, e mezzi di trasporto. Il Pil regionale è previsto crescere di soli +0,7% per l'intero 2025.
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