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Giornate di dialogo con studenti e cittadinanza
17.01.2026 - 18:23
Mirano ha accolto nelle scorse settimane Iddo Elam ed Ella Keidar Grenbergi, due giovani obiettori di coscienza israeliani, nell’ambito del progetto Voci di pace promosso con il circolo Acli di Mirano, il Liceo “Majorana-Corner”, il Centro per la Pace e la Legalità “Sonja Slavik” e il Comune.
Diciannove anni lui, diciotto lei, entrambi di Tel Aviv, fanno parte della rete Mesarvot, che sostiene i refusenikim, ossia ragazzi e ragazze che rifiutano il servizio militare obbligatorio in Israele come scelta pubblica e politica, per contribuire alla fine dell’occupazione e dell’oppressione del popolo palestinese.
Un percorso nonviolento costato a entrambi un mese di carcere e che è diventato racconto, confronto, domanda aperta su pace e convivenza. Il primo appuntamento è stato al Liceo “Majorana-Corner”, dove Iddo ed Ella hanno dialogato con 270 studenti delle classi quarte e quinte.
Dopo un inquadramento storico affidato al prof. Emiliano Manzato e una panoramica sul servizio di leva e sull’obiezione di coscienza in Italia a cura di Paolo Grigolato dell'Acli, la parola è passata ai due giovani. La scelta di coinvolgere coetanei ha favorito uno scambio diretto. Fino al 2007 anche in Italia infatti la leva era obbligatoria. In Israele lo è tuttora per ragazzi e ragazze dai 18 anni, con un periodo che va dai 24 ai 32 mesi. Domande serrate, ascolto attento, curiosità: il conflitto osservato da vicino diventa materia di educazione civica, non slogan.
A metà giornata, accompagnati dagli organizzatori, Iddo ed Ella sono stati accolti in Municipio dal sindaco Tiziano Baggio e dall’assessora alle Politiche per la pace Maria Francesca Di Raimondo. Qui hanno ripercorso la loro scelta, l’impegno contro l’occupazione israeliana in generale e a Gaza in particolare, discutendo del ruolo della società civile nei processi internazionali e del valore della nonviolenza come pratica quotidiana.
«L’occupazione e la guerra non potranno mai finire senza un dialogo tra palestinesi e persone che in Israele si oppongono alla guerra», hanno ricordato. «Questo dialogo è possibile solo con l’aiuto della società civile di altri Paesi».
«Accogliere Iddo ed Ella», ha dichiarato il Sindaco Tiziano Baggio, «significa dare spazio al dialogo, al confronto pacifico e alla maturazione di uno sguardo critico su uno dei conflitti più dolorosi del nostro tempo. La pace non nasce da puri rapporti di forza, ma da impegno, parole, pazienza, ascolto e responsabilità. Come Comune di Mirano rifiutiamo la logica della violenza e siamo orgogliosi di contribuire, anche attraverso momenti come questi, alla promozione di cultura, consapevolezza e convivenza tra i popoli».
La giornata è proseguita nella Sala della Parrocchia di San Leopoldo Mandic con un incontro pubblico aperto alla cittadinanza: un tempo di ascolto e approfondimento sull’esperienza dei due giovani, sul contesto israeliano e sulla tragedia del popolo palestinese.
Successivamente Iddo ed Ella porteranno la loro testimonianza in altre città italiane e al Senato di Roma. Mirano, intanto, conferma una vocazione: fare spazio al dialogo quando il rumore delle armi sembra coprire tutto, perché la pace, per essere vera, ha bisogno di voci, di volti, di responsabilità condivise.
Riccardo Musacco
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