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Politica regionale
03.01.2026 - 14:45
Davide Lovat, Consigliere Regionale
Il consigliere regionale Davide Lovat ha rivolto un appello al presidente della Giunta del Veneto, Alberto Stefani, affinché sostenga iniziative a favore della neutralità e della pace. Secondo Lovat, l’interesse dei veneti e dell’Italia è arrivare quanto prima alla cessazione delle ostilità e a un clima di stabilità in Europa.
«Condivido la posizione del collega Stefano Valdegamberi, che invita a non sostenere ulteriormente l’escalation militare», ha spiegato Lovat. «In politica estera non si può dividere il mondo in buoni e cattivi come nelle favole. Occorre valutare con lucidità i rapporti di forza e orientare l’azione diplomatica verso il massimo vantaggio, o il minor danno possibile, per il nostro Paese».
Il consigliere ha richiamato l’attenzione sul recente attacco militare degli Stati Uniti contro il Venezuela, definendolo un’operazione lampo che conferma la volontà di riaffermare la cosiddetta "Dottrina Monroe" nel quadro di un nuovo equilibrio globale. «Ancora una volta emerge chiaramente come il diritto internazionale sia subordinato ai rapporti di forza tra le grandi potenze, senza tribunali capaci di prevalere sulla volontà dei Paesi più influenti», ha aggiunto Lovat, collegando la riflessione anche al conflitto tra Russia e Ucraina.
Lovat ha poi sottolineato la responsabilità particolare dell’Italia, «culla della civiltà occidentale, sede della Santa Sede e custode di una parte rilevantissima del patrimonio culturale dell’umanità». Secondo il consigliere, il Paese dovrebbe compiere uno scatto di civiltà e porsi come costruttrice di pace, in sintonia con il messaggio di Papa Leone XIV. Questo comporterebbe, secondo Lovat, interrompere il finanziamento dei conflitti, rivedere il sistema di alleanze militari e lavorare alla creazione di un’area di neutralità in Europa, valorizzando la vicinanza con Paesi storicamente neutrali come Svizzera e Austria.
«Invito il presidente Stefani a farsi promotore di un nuovo paradigma culturale, politico e morale fondato sulla difesa, sulla pace e sulla cooperazione tra i popoli», ha concluso Lovat. «Dopo ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, è tempo che l’Italia torni pienamente sovrana, libera da basi e presenze militari straniere».
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