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Agricoltura locale

I pomodori marocchini conquistano il mercato europeo, produttori italiani in allerta

L’europarlamentare veneta Anna Maria Cisint denuncia come l’import crescente di ortaggi dal Marocco metta a rischio la produzione italiana e sollecita l’Europa a tutelare la sovranità alimentare

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Dopo la concorrenza di riso asiatico, agrumi dal Sudafrica e dall’Egitto e olio d’oliva turco e tunisino, i pomodori importati dal Marocco stanno rapidamente saturando il mercato europeo, con volumi che sfiorano le 800.000 tonnellate.

“Se nel 2024 l’Italia era il primo Paese dell’Unione per produzione di pomodori, oggi per mantenere il primato serve un drastico cambio di paradigma”, sottolinea Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega. Secondo Cisint, la possibilità di produzioni invernali a basso costo della manodopera e il rischio di frodi mettono in difficoltà i produttori italiani.

“Il mercato interno è sempre più danneggiato da accordi commerciali che favoriscono l’import di prodotti agricoli da Paesi extra UE verso Stati membri, i quali poi riversano il surplus ad altri Paesi dell’Unione”, aggiunge l’europarlamentare. “Dov’è finita la famosa sovranità alimentare europea, decantata da Von Der Leyen? L’Europa ha dimenticato l’importanza di promuovere e consumare i propri prodotti a livello locale, dove mercato e costo del lavoro sono sotto controllo”.

Cisint comunica di aver trasmesso alla Commissione europea una specifica interrogazione per richiamare l’attenzione sulla situazione e chiedere interventi mirati a sostenere la produzione italiana di pomodori.

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