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Eventi Mestre
04.01.2026 - 06:00
Foto di repertorio
Riparte all’insegna di un grande classico del teatro contemporaneo la Stagione di Prosa del Teatro Toniolo, organizzata dal Settore Cultura del Comune di Venezia in collaborazione con Arteven – Circuito Multidisciplinare Regionale. Dal 7 al 9 gennaio va in scena Ritorno a casa di Harold Pinter, affidato alla regia e all’interpretazione di Massimo Popolizio, che firma una lettura intensa e spiazzante di uno dei testi più emblematici del Novecento.
A sessant’anni dalla sua prima rappresentazione, l’opera conserva intatta la propria forza corrosiva nel raccontare le dinamiche familiari distorte, il potere, la violenza e la progressiva disgregazione dei rapporti umani. L’azione si svolge in una casa claustrofobica alla periferia di Londra, un interno domestico che diventa campo di battaglia emotivo, teatro di solitudini, rancori e desideri repressi.
Al centro della scena c’è Max, padre autoritario e brutale interpretato dallo stesso Popolizio, ex macellaio e habitué degli ippodromi, circondato da una famiglia disfunzionale: Lenny (Christian La Rosa), trentenne ambiguo e provocatorio che ostenta racconti di violenza e avventure erotiche; Joey (Alberto Onofrietti), il figlio più giovane, aspirante pugile ma fragile e insicuro; e lo zio Sam (Paolo Musio), tassista che vive all’ombra del fratello, subendone umiliazioni e rimproveri.
L’equilibrio già precario viene scosso dall’arrivo notturno di Teddy (Eros Pascale), professore di filosofia tornato dall’America dopo sei anni, accompagnato dalla moglie Ruth (Giorgia Salari), unica presenza femminile in un universo maschile chiuso e aggressivo. Attorno a lei si accendono desideri, gelosie e pulsioni di dominio. Quella che appare inizialmente come una figura fragile si rivela progressivamente una presenza destabilizzante, capace di ribaltare i rapporti di forza fino a trasformarsi, con lucidità inquietante, da vittima a carnefice.
Nel Ritorno a casa di Pinter convivono cinismo, crudeltà e un umorismo nerissimo, elementi che Popolizio orchestra in una messinscena dal ritmo serrato, quasi musicale, costruita su silenzi carichi di senso e dialoghi taglienti. Una regia che oscilla tra tragedia e grottesco, restituendo tutta la complessità di un testo che indaga senza sconti la natura umana e le logiche del potere all’interno della famiglia.
A completare l’esperienza, venerdì 9 gennaio alle ore 18.00, Massimo Popolizio incontrerà il pubblico in teatro, offrendo un’occasione di approfondimento e confronto su uno dei capisaldi del teatro del Novecento.
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