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Viabilità e sicurezza tra Mirano e Santa Maria di Sala

Mirano, sensi unici confermati, ma i cittadini chiedono trasparenza

Il Comitato solleva dubbi sui dati della sperimentazione: «Servono numeri pubblici e un vero confronto»

Mirano, sensi unici confermati, ma i cittadini chiedono trasparenza

La fine della sperimentazione dei sensi unici tra Mirano e Santa Maria di Sala, annunciata ieri alla stampa dai sindaci dei due Comuni, non spegne le perplessità del Comitato di cittadini di Mirano “Insieme per una viabilità rispettosa della cittadinanza”. Al centro della questione le modifiche alla circolazione in via Bollati, via Rio e via Pianiga/Cavin di Sala, introdotte progressivamente a partire dal 9 maggio 2025 e ora confermate in via definitiva dal 5 gennaio 2026.

Secondo le amministrazioni, i numeri parlano chiaro: la sperimentazione avrebbe prodotto i risultati sperati, garantendo maggiore sicurezza, azzerando gli incidenti stradali ed eliminando i conflitti tra i due sensi di marcia. A supporto della decisione vengono citati dati oggettivi, analisi dei flussi di traffico, indicatori sulla sicurezza stradale e alcune segnalazioni positive da parte dei residenti.

Una lettura che il Comitato non contesta nel principio, ma che chiede venga supportata da trasparenza. “Nulla di inaspettato – fanno sapere i cittadini – visto che nei confronti avuti in Consiglio comunale e negli incontri pubblici con il sindaco di Mirano e la vicesindaca Boldrin non è mai emersa una reale disponibilità all’ascolto”. Da qui la richiesta di rendere pubblici i dati citati, confrontandoli con quelli raccolti dal 2020 ad oggi e con le valutazioni tecniche che hanno portato alla scelta definitiva, ricordando che molti disagi quotidiani non entrano nelle statistiche.

Il Comitato richiama inoltre il PUMS approvato dal Comune di Mirano nel dicembre 2024. Nel documento, che analizza le criticità della rete stradale comunale, via Bollati non viene mai indicata come arteria problematica: anzi, risulta tra quelle con il più basso tasso di incidentalità. Per i cittadini, questo rafforza la necessità di un confronto vero. Il Comitato si propone quindi come interlocutore attivo e collaborativo.

R.M.

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