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L'INIZIATIVA
20.01.2026 - 06:12
Fare politica senza litigare è possibile? Gianluca Zanotti e Paolo Borsellino, due giovani di Castelfranco, hanno deciso di provarci con Femo! – che in dialetto veneto significa “facciamo” – un circolo di dibattiti informali, apartitici ma non apolitici, pensato per avvicinare i ragazzi e stimolare un confronto civile sui temi di attualità politica e sociale.
Le regole sono chiare: via i toni aspri, gli insulti e i battibecchi da salotto televisivo e spazio allo scambio reciproco di idee e al confronto arricchente e rispettoso. “Molti giovani lamentano la difficoltà di partecipare a un dibattito politico senza sentirsi travolti da polemiche e conflitti”, spiegano i promotori. “Vogliamo offrire un’alternativa: un luogo in cui le opinioni possano incontrarsi senza scontrarsi”.
Nella serata di venerdì 16 gennaio si è tenuto il primo appuntamento, ospitato negli spazi della Libreria Ubik di Castelfranco Veneto. Al centro del dibattito un tema complesso e spesso poco approfondito: carcere, pena, misure detentive, giustizia e diritti. Una scelta tutt’altro che casuale, pensata proprio per stimolare un confronto vivace attorno a un argomento divisivo. O, come direbbero gli organizzatori, “spicy”. Perché l’obiettivo è proprio questo: favorire uno scambio costruttivo di prospettive sui temi più caldi, attorno ai quali non esiste un consenso unanime.
Il format delle serate è originale: non ci sono relatori fissi né interventi preconfezionati. Un moderatore o una moderatrice, opportunamente preparato e con funzione di fact-checker, guida il dibattito stimolando i partecipanti a esprimere la propria prospettiva. Il loro ruolo non è quello di imporre una visione, ma di accompagnare il dialogo, assicurandosi che la discussione si svolga in modo equilibrato. Tutti sono liberi di intervenire, ma è possibile partecipare anche solo come ascoltatori.
La modalità di discussione è quella del fishbowl (letteralmente “acquario”), una metodologia utilizzata nei dibattiti di gruppo per favorire l’ascolto attivo e il coinvolgimento di tutti. In questo format, i risultati o le opinioni non vengono presentati in modo rigido o in successione, ma discussi seduti in cerchio, favorendo uno scambio diretto e inclusivo.
“Non si tratta di avere la meglio sull’altro, ma di arricchire la propria visione attraverso lo scambio di opinioni”, sottolineano Zanotti e Borsellino.
Per molti partecipanti, Femo! può rappresentare anche un primo passo per costruirsi un’opinione consapevole e per rimanere aggiornati sulle varie tematiche di attualità. L’auspicio è che il progetto possa avere continuità nel tempo e diventi un punto di riferimento.
“Femo! è un invito all’attivazione dei giovani nella politica e alla partecipazione consapevole”, spiegano gli organizzatori. “Vogliamo creare un momento di dibattito che possa consolidarsi nel tempo, offrendo a Castelfranco un luogo in cui discutere ed esprimersi liberamente”.
L’invito è aperto a tutti: non serve essere esperti, basta avere la mente aperta e la voglia di confrontarsi!
Giulia Turato
Edizione
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