Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Caro energia

Bollette più care d’Europa: per le piccole imprese padovane 99 milioni di euro in più

Secondo Confartigianato, il divario nei prezzi dell’elettricità rispetto alla media UE pesa sulla competitività dell’artigianato manifatturiero del territorio

Foto di repertorio

Foto di repertorio

L'industria padovana paga l’energia molto più dei concorrenti europei e questo, nel giro di pochi mesi, si traduce in decine di milioni di euro sottratti alle attività produttive. È il quadro che emerge dall’analisi diffusa da Confartigianato Imprese Padova sulle micro e piccole imprese della provincia, chiamate a sostenere un costo dell’elettricità nettamente superiore alla media dell’Unione europea.

Nel primo semestre del 2025, la differenza di prezzo dell’energia elettrica ha generato per le MPI padovane un extracosto stimato in 99 milioni di euro. Una cifra rilevante, che rappresenta l’1,8% dell’aggravio complessivo a livello nazionale e che incide per lo 0,27% sul prodotto interno lordo della provincia di Padova.

Un peso che grava su un tessuto economico fortemente legato all’artigianato manifatturiero. Nel territorio padovano operano infatti 6.860 imprese artigiane del settore, attive in comparti storici e strategici come alimentare, artistico, legno, meccanica e moda, con quasi 26 mila addetti complessivi. Realtà spesso di piccole dimensioni, per le quali il costo dell’energia rappresenta una voce decisiva nei bilanci.

Il problema locale si inserisce in una difficoltà più ampia che riguarda l’intero Paese. L’Italia resta una delle principali economie manifatturiere europee, ma è anche quella con la maggiore concentrazione di occupati nelle micro e piccole imprese del settore. Una struttura produttiva che rende l’artigianato particolarmente esposto agli aumenti delle bollette.

Nel dettaglio, nei primi sei mesi del 2025 le imprese italiane di minori dimensioni hanno pagato l’elettricità circa un quarto in più rispetto alla media europea. A fare la differenza sono soprattutto tasse e oneri aggiuntivi, che pesano molto di più sulle aziende piccole rispetto a quelle di maggiori dimensioni. Le attività con consumi più bassi risultano le più penalizzate.

«Le micro e piccole imprese padovane stanno pagando un prezzo dell’energia che non trova riscontro né nell’andamento delle materie prime né nel confronto con gli altri Paesi europei», sottolinea Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova. «Questi 99 milioni di euro in più, concentrati in soli sei mesi, finiscono per ridurre le risorse disponibili per investimenti, innovazione e lavoro».

A rendere il quadro ancora più complesso è il fatto che, nonostante il calo dei prezzi di petrolio e gas e una riduzione del costo dell’elettricità all’ingrosso rispetto agli anni della crisi, sulle bollette di imprese e famiglie continua a pesare una sorta di strascico degli aumenti passati. Tra il 2021 e il 2025, i prezzi finali di energia e gas restano ben più alti rispetto al periodo pre-crisi.

Su scala nazionale, il divario con l’Unione europea comporta per le micro e piccole imprese un extracosto complessivo di diversi miliardi di euro, con un impatto particolarmente pesante sulle realtà più piccole.

«Confartigianato continuerà a portare questa situazione all’attenzione delle istituzioni», conclude Dall’Aglio. «È necessario intervenire in modo strutturale sugli oneri che gravano sulle piccole imprese e sostenere soluzioni che aiutino a ridurre i consumi e i costi, per restituire competitività al sistema produttivo veneto e padovano».

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione