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Iniziativa sociale

La Befana dei Carabinieri porta un sorriso ai bambini ricoverati a Borgo Trento

Mattinata speciale all’Ospedale della donna e del bambino di Verona: doni e visite nei reparti pediatrici grazie all’iniziativa del Comando provinciale dell’Arma

Da sinistra i dottori Darra e Piacentini, il colonnello Papagno e la Befana dei Carabinieri

Da sinistra i dottori Darra e Piacentini, il colonnello Papagno e la Befana dei Carabinieri

Una visita inattesa, ma soprattutto molto attesa, ha scaldato la mattinata dell’Epifania all’Ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento, a Verona. Nei reparti pediatrici è arrivata la Befana dei Carabinieri, carica di regali e sorrisi per i piccoli pazienti ricoverati o in cura.

L’iniziativa è stata promossa dal Comando provinciale dei Carabinieri di Verona, che ha voluto portare un momento di leggerezza ai bambini e alle loro famiglie. La Befana ha fatto il suo ingresso a bordo di una Radiomobile dell’Arma ed è stata accolta dai vertici locali dei Carabinieri, guidati dal comandante provinciale colonnello Claudio Papagno, insieme ai responsabili delle unità presenti sul territorio veronese.

La visita ha toccato diversi reparti del padiglione 30 dell’ospedale: prima l’Oncoematologia pediatrica, poi i reparti di Pediatria C e di Neuropsichiatria infantile. In ogni area la Befana ha consegnato giocattoli pensati per bambini di tutte le età, acquistati grazie alla generosità dei Carabinieri, insieme a piccoli oggetti dell’Arma come penne, matite e diari.

Un gesto semplice ma significativo, che ha regalato qualche ora di serenità a chi sta affrontando un periodo difficile. I responsabili dei reparti hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando come la sorpresa abbia avuto un forte impatto positivo sui bambini. Non solo i doni, ma anche la presenza della Befana in corsia ha contribuito a rendere la mattinata diversa dal solito, trasformando per un momento l’ospedale in un luogo di festa.

Un segnale di vicinanza e attenzione che, nel cuore del Veneto e della città di Verona, ha ricordato come anche piccoli gesti possano fare la differenza nei momenti di maggiore fragilità.

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