Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Lavori pubblici

San Giorgio delle Pertiche. Via alla deviazione del Muson dei Sassi

Il Genio Civile ha dato l’ok all’idea che era nell’aria da quasi 15 anni ma che, per vari intoppi, risultava arenata

Muson dei Sassi

L’obiettivo è quello di garantire e migliorare la sicurezza idraulica diminuendo il livello dell’acqua e della pressione sugli argini

Un nuovo alveo per il Mason dei Sassi. È il progetto annunciato a fine anno dall’amministrazione di San Giorgio delle Pertiche a fine anno, con l’obiettivo di alleggerire la pressione dell’acqua sugli argini durante le piene e diminuirne il livello. L’ultima piena, con qualche esondazione, risale a maggio del 2024, ma il ripetersi ciclico di tali episodi - specie dopo la caduta di “bombe” d’acqua, ha indotto gli amministratori locali a muoversi su più fronti per evitare nuovi rischi.

Come spiega una nota del comune, infatti, il progetto risale addirittura al 2013 “ma negli anni aveva subito alcuni rallentamenti dovuti a questioni burocratiche. Grazie al forte impulso dato dall’amministrazione di San Giorgio delle Pertiche, l’iter per la realizzazione della nuova inalveazione del Muson dei Sassi è ripartito da un po’”. Oltre alla notizia che l’opera si farà, il comune ha diffuso anche alcuni dettagli dell’opera che, si precisa, “rientra in un progetto più ampio che, nei successivi stralci, prevede anche il rifacimento dei ponti ‘Penello’, sulla SR 307 del Santo, e dello storico ‘Ponte Canale’. Quest’ultimo sarà oggetto di un intervento di valorizzazione che manterrà il “sifone seicentesco” risalente alla bonifica realizzata dalla SereLe”.

Diverse le fasi previste:Bonifica bellica superficiale; scavo di trincee concordate con la Soprintendenza, con presenza costante di un archeologo; bonifica bellica profonda fino a 5 metri, e fino a 7 metri nei punti corrispondenti al nuovo alveo. I primi interventi riguarderanno i terreni agricoli situati sulla destra idraulica del Muson dei Sassi. Successivamente, per brevi periodi, sarà necessario chiudere la pista ciclabile in sommità d’argine, limitatamente al tempo richiesto dalle indagini. La chiusura verrà comunicata in anticipo agli enti e ai cittadini interessati. Nel frattempo è stato avviato anche l’iter per l’affidamento della progettazione esecutiva del primo stralcio, passaggio fondamentale per arrivare all’apertura dei cantieri” prosegue la nota informativa del comune.

Quali saranno dunque i tempi di realizzazione dell’opera? A rispondere è sempre l’amministrazione: “Il 21 novembre scorso, l’U.O. Genio Civile di Padova ha comunicato ufficialmente l’approvazione del progetto di fattibilità e ha dichiarato la pubblica utilità dell’intervento, riconoscendo anche le necessarie varianti urbanistiche, oltre all’apposizione dei vincoli per le future espropriazioni. Per avviare la fase operativa sono già partite le attività previste dalla normativa: indagini archeologiche preventive e bonifica bellica nelle aree interessate dal nuovo tracciato del corso d’acqua. Completate le procedure di occupazione temporanea dei terreni, a fine ottobre sono stati firmati i contratti che permettono di iniziare i lavori preliminari, della durata stimata di circa 90 giorni”.

Andrea Benato

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione