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07.01.2026 - 13:44
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L’inizio del 2026 porta con sé più domande che certezze per i lavoratori vicentini. Una nuova indagine del Centro Studi Cisl Vicenza, condotta su un campione di oltre 1.000 lavoratori, mette in luce un quadro preoccupante: oltre un terzo teme di perdere il proprio posto di lavoro, mentre due terzi dichiarano difficoltà economiche negli ultimi mesi.
Il sondaggio rivela come il lavoro e l’economia siano oggi considerati dai vicentini il problema più urgente da affrontare (42,66%), molto più rilevante di temi come guerre, sanità o sicurezza. Le difficoltà economiche si concentrano nelle fasce di reddito più basse, con quasi la metà dei lavoratori sotto i 10 mila euro annui in difficoltà, ma non risparmiano nemmeno i redditi medio-alti: oltre l’8% dei vicentini con guadagni superiori a 40 mila euro segnala problemi economici.
«Il potere d’acquisto degli stipendi è in forte erosione – sottolinea Raffaele Consiglio, Segretario Generale provinciale Cisl – e questo riguarda beni essenziali come la casa, ma anche spese quotidiane. La percezione dei lavoratori è chiara: il valore del loro lavoro non basta più a sostenere il tenore di vita cui erano abituati».
Nonostante le difficoltà, i vicentini mostrano un forte legame con la propria attività professionale: quasi la metà si dichiara «abbastanza soddisfatta» e oltre il 12% «molto soddisfatta» del lavoro svolto. Tuttavia, le aspettative per il futuro non sono incoraggianti: solo il 15,7% si attende un miglioramento della propria situazione economica nel 2026, mentre il 40,8% teme un peggioramento. A livello generale, appena il 8% crede che l’anno possa essere migliore rispetto al 2025, mentre il 44% prevede un peggioramento complessivo.
Un dato emergente e particolarmente preoccupante riguarda la paura per il posto di lavoro: il 35% dei vicentini teme di perderlo nei prossimi dodici mesi, un timore diffuso non solo tra le fasce deboli, ma anche tra la classe media e quella medio-alta. «Questo è un timore inedito per il nostro territorio – commenta Consiglio – e riflette la percezione di un sistema produttivo a rischio, tra innovazione tecnologica e delocalizzazioni, in un contesto in cui il settore manifatturiero riveste un ruolo strategico».
Per affrontare queste sfide, secondo Cisl Vicenza è necessario un approccio coordinato che favorisca investimenti, posizionamento sulle alte specializzazioni e percorsi di crescita industriale condivisi. Fondamentale sarà anche il coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni aziendali: strumenti normativi approvati nel 2025, a seguito di una proposta popolare Cisl, aprono oggi questa possibilità, ritenuta importante dal 85% degli intervistati.
«Le sfide del 2026 potranno essere affrontate solo con concertazione e governance condivisa – conclude Consiglio – e sarà compito del sindacato promuovere una cultura aziendale che valorizzi la partecipazione dei lavoratori, elemento chiave per la tenuta e la crescita del territorio vicentino».
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