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08.01.2026 - 11:00
Foto di repertorio
Il 2025 si è chiuso con dati incoraggianti sulla qualità dell’aria in Veneto, secondo le rilevazioni preliminari diffuse dall’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto). Il particolato PM10 ha registrato il livello più basso degli ultimi vent’anni, grazie anche a frequenti fenomeni meteorologici che hanno impedito l’accumulo di inquinanti nei mesi freddi.
Il rapporto evidenzia che tutte le centraline regionali hanno rispettato i limiti annuali di biossido di azoto e PM2.5, mentre per l’ozono, tipico degli ambienti estivi, la soglia di informazione è stata superata in 16 su 25 stazioni, soprattutto a giugno, quando le temperature sono state superiori alla media.
Nonostante il quadro positivo, la provincia di Verona resta ai vertici negativi della classifica regionale: le centraline di San Bonifacio e Verona Borgo Milano hanno registrato 44 giorni di superamento del limite di PM10, contro i soli 4 sforamenti di Boscochiesanuova, località con l’aria più pulita della provincia.
In generale, il 2025 ha mostrato una tendenza in calo delle concentrazioni medie di inquinanti e conferma come le correnti d’aria abbiano contribuito a evitare accumuli stabili di polveri sottili, migliorando la qualità dell’aria su quasi tutto il territorio regionale.
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