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Intelligenza artificiale, boom tra le piccole imprese ma a Padova scarseggiano i talenti digitali

Il 60% dei profili avanzati è difficile da trovare: Confartigianato lancia l’allarme su formazione e capitale umano

Intelligenza artificiale, boom tra le piccole imprese ma a Padova scarseggiano i talenti digitali

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Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale tra le piccole imprese italiane, ma la carenza di competenze rischia di rallentare il percorso di innovazione, soprattutto nella provincia di Padova. Lo rivela un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese su dati Unioncamere-Ministero del Lavoro, secondo cui il 62% dei profili digitali avanzati richiesti dalle imprese padovane risulta praticamente introvabile.

L’intelligenza artificiale non è più una frontiera lontana, ma uno strumento concreto nelle piccole imprese e nell’artigianato – spiega Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova –. Il problema non è la tecnologia, ma la capacità di governarla: senza competenze adeguate, l’innovazione rischia di restare solo sulla carta”.

I dati Istat evidenziano che nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti ha introdotto almeno una tecnologia di IA, raddoppiando rispetto all’anno precedente. Tra le piccole imprese, l’adozione è salita al 14,2%, con un incremento del 110,8% rispetto al 2024. In Europa, la media UE si attesta al 17%, con Germania e Spagna ai vertici, mentre Italia e Francia restano allineate intorno al 14-15%.

I settori più digitalizzati includono informatica e servizi d’informazione (53%), produzione cinematografica e televisiva (49,5%) e telecomunicazioni (37,3%). Le applicazioni più diffuse riguardano l’estrazione di conoscenza dai testi (70,8%), l’IA generativa (59,1%) e il riconoscimento vocale (41,3%), con impiego in marketing, vendite, processi amministrativi e ricerca e sviluppo.

Tuttavia, la carenza di competenze rimane il principale freno: il 58,6% delle imprese italiane che non hanno adottato l’IA segnala la mancanza di personale qualificato. Nel 2024, le imprese padovane hanno cercato 9.300 figure con competenze digitali avanzate, trovandone solo 3.530.

“Se vogliamo che l’IA diventi un vero motore di competitività – conclude Dall’Aglio – dobbiamo investire in formazione e riqualificazione. La sfida è mettere la tecnologia al servizio delle persone e non il contrario”.

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