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Lavoro e imprese

Pro-Gest, scade la proroga della trattativa: sindacati in allarme per il futuro del gruppo cartario

Domani termina il periodo aggiuntivo concesso per risanare l’azienda trevigiana, ma da mesi non arrivano notizie sull’esito del confronto: Cgil e Slc chiedono un intervento immediato di Ministero e Regione

Locandina della protesta sindacale

Locandina della protesta sindacale

Scade domani, 9 gennaio 2026, la proroga di sei mesi concessa alla procedura avviata per affrontare la crisi del Gruppo Pro-Gest, una delle principali realtà del settore cartario con una forte presenza in Veneto. Alla vigilia di questa scadenza, però, regna l’incertezza: non sono arrivate comunicazioni ufficiali sull’esito del confronto con i creditori e questo alimenta la preoccupazione di lavoratori e famiglie.

La procedura era partita nel gennaio 2025 ed era stata allungata nel luglio dello stesso anno con l’obiettivo di trovare un’intesa sui debiti e mettere a punto un piano di rilancio capace di garantire continuità alle attività produttive. A poche ore dal termine, tuttavia, i sindacati riferiscono di non avere informazioni chiare né su un eventuale accordo raggiunto né sulle prospettive future del gruppo.

Il timore è che, in assenza di una soluzione positiva, possano aprirsi scenari difficili, con conseguenze pesanti sull’occupazione e sulla tenuta degli stabilimenti. Un’ipotesi che preoccupa in modo particolare il Veneto, dove Pro-Gest conta 14 stabilimenti su 27 presenti in Italia e impiega circa la metà dei suoi 1.100 addetti complessivi.

Si tratta di un gruppo cresciuto nel tempo grazie a numerose acquisizioni e a una presenza rilevante nel mercato della carta e degli imballaggi, un comparto considerato strategico anche per l’economia regionale. Le voci e le incertezze che circolano in queste ore, sottolineano i sindacati, mettono quindi in allarme centinaia di famiglie venete e l’intero tessuto produttivo legato alla filiera.

Per questo la Cgil Veneto e la Slc Cgil Veneto chiedono un intervento immediato delle istituzioni. L’appello è rivolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla Regione Veneto affinché venga convocato con urgenza un tavolo di crisi. L’obiettivo è fare piena chiarezza sulla situazione del gruppo e mettere in campo tutte le iniziative necessarie per salvaguardare i posti di lavoro e il futuro industriale dei territori coinvolti.

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