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10.01.2026 - 10:03
Foto di repertorio
La fusione AGSM-AIM torna al centro del confronto politico vicentino. Il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco (Fratelli d’Italia), rivendica gli effetti positivi dell’operazione portata avanti tra 2019 e 2020, giudicandola “non solo una fusione industriale riuscita, ma una gestione virtuosa delle partecipate capace di incidere sui conti del Comune”.
Secondo Rucco, la nascita del nuovo gruppo avrebbe garantito al Comune dividendi in crescita costante: dai circa 2,3 milioni del 2019 a oltre 9–10 milioni annui negli ultimi esercizi, con punte superiori agli 11 milioni. Risorse considerate fondamentali per mantenere in equilibrio il bilancio comunale e scongiurare aumenti fiscali durante il mandato di centrodestra.
Da qui la critica all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Possamai, accusata di aver scelto “la via più semplice” attraverso l’incremento delle imposte locali. “Quando bisogna reperire fondi – sostiene Rucco – il centrosinistra preferisce mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Noi abbiamo dimostrato che esiste un’alternativa: valorizzare le partecipate e investire su scelte industriali solide”.
Nel mirino anche l’intervento del consigliere regionale Antonio Marco Dalla Pozza, giudicato da Rucco sorprendente: “Conosce bene quelle realtà e sa quanto abbiano contribuito nel tempo a generare utili, occupazione e stabilità. Ignorare questo dato significa eludere il vero tema: come governare senza gravare sui cittadini”.
Rucco definisce quindi AGSM-AIM “un modello positivo da assumere come riferimento anche per la Regione Veneto in questa legislatura”, basato su partecipate sane, conti in ordine e attenzione a famiglie e imprese. “È la differenza – conclude – tra chi governa con visione e chi ricorre a scorciatoie fiscali”.
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