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“Generazione Casa”, Confartigianato: «Piano utile a sbloccare alloggi e lavoro»

Artigiani soddisfatti: «Risposta concreta all’emergenza abitativa e ossigeno per le imprese dopo lo stop al Superbonus»

“Generazione Casa”, Confartigianato: «Piano utile a sbloccare alloggi e lavoro»

Foto di repertorio

Confartigianato Edilizia Veneto accoglie positivamente il lancio del piano regionale “Generazione Casa”, illustrato ieri dal presidente del Veneto Alberto Stefani. L’intervento punta a rispondere alla crescente emergenza abitativa e, al tempo stesso, a recuperare gli 8.800 alloggi popolari attualmente sfitti perché in attesa di lavori di riqualificazione e manutenzione.

«È una strategia che mette insieme due urgenze reali» – osserva Thomas Fantin, presidente della Federazione Edilizia di Confartigianato Imprese Veneto – «chi ha bisogno di una casa a canoni accessibili e un patrimonio pubblico inutilizzato che può tornare a disposizione grazie agli interventi di ristrutturazione».

La revisione della legge regionale 39/2017 sull’edilizia residenziale pubblica viene letta dalla federazione anche come una mossa capace di generare ricadute economiche e occupazionali. Il comparto edilizio veneto conta infatti 40mila imprese, tra costruzioni, posatori e pittori, distribuite in modo capillare su tutto il territorio.

Il recupero degli alloggi esistenti, osserva Fantin, può inoltre evitare lo stallo che molte aziende stanno vivendo dopo la frenata del Superbonus 110%, aprendo nuovi cantieri e garantendo lavoro “immediato e reale” all’artigianato edilizio.

Nella partita rientra anche il segmento impiantistico, oltre 10.200 imprese in Veneto impegnate in efficientamento energetico, sicurezza e adeguamento tecnologico degli edifici. «Senza impiantisti non c’è rigenerazione urbana possibile», ribadisce Confartigianato.

Secondo l’associazione, «Generazione Casa» rappresenta un volano di sviluppo sostenibile: privilegia il recupero dell’esistente, evita nuovo consumo di suolo e valorizza competenze specializzate del territorio. «La risposta più intelligente a una crisi sociale ed economica che ha due facce – ora serve passare in fretta dalla programmazione ai cantieri: le imprese sono pronte», conclude Fantin.

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