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SOS spazi pubblici

Treviso, allarme spazi pubblici: venti edifici a rischio privatizzazione

La Coalizione Civica lancia l’allarme: città a rischio consumo di suolo e perdita di servizi collettivi

Treviso, allarme spazi pubblici: venti edifici a rischio privatizzazione

Foto sul posto

A Treviso, la questione degli spazi pubblici torna a far discutere. La Coalizione Civica ha segnalato con cartelli “Non oltrepassare” una ventina di edifici pubblici o a uso pubblico che potrebbero essere presto privatizzati, destinati alla vendita e trasformazione in residenze di lusso, uffici o studentati privati. Tra questi figurano l’ex ECA di via Risorgimento, l’ex cinema “Corso”, l’ex consorzio agrario, Villa Capuzzo, ex poste in stazione, ex scuole “Tommaseo” e “Cantù”, solo per citarne alcuni.

Secondo Gigi Calesso della Coalizione Civica, la città rischia così di perdere patrimoni destinati alla collettività, mentre il territorio già subisce le conseguenze delle trasformazioni urbanistiche del “piano casa” regionale. “Serve una visione chiara della città” – sottolinea Calesso – con un sistema urbano degli spazi pubblici capace di individuare quali edifici devono rimanere a disposizione della comunità.

La proposta è quella di recuperare e riutilizzare questi spazi per servizi sociali e culturali: nuovi asili nido, ampliamento di scuole, laboratori, aule studio, alloggi popolari, pedonalizzazioni e potenziamento della mobilità ciclabile, insieme alla tutela dei rimanenti spazi verdi pubblici. L’obiettivo, spiegano dalla Coalizione, è rafforzare la qualità della vita dei cittadini e creare una città più coesa, vivibile e accessibile.

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