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Progetto Silva

Allarme rifiuti pericolosi: 12 sindaci chiedono l’approvazione urgente delle zone di salvaguardia dei pozzi

I primi cittadini di Padova, Piove di Sacco, Abano Terme e altri comuni sollecitano la Regione: il progetto Silva Srl minaccia le falde acquifere

Allarme rifiuti pericolosi: 12 sindaci chiedono l’approvazione urgente delle zone di salvaguardia dei pozzi

Foto di repertorio

Dodici sindaci del padovano e di altri comuni veneti, tra cui Padova, Abano Terme, Piove di Sacco e Cona, hanno scritto al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e all’assessora all’Ambiente Venturini chiedendo l’approvazione urgente delle zone di salvaguardia dei pozzi acquedottistici di Villaverla e Dueville.

Nella lettera inviata l’8 gennaio 2026, i sindaci sottolineano come l’impianto industriale Silva Srl, situato tra Novoledo e Dueville a soli 1,5 km dai pozzi, sia destinato al trattamento di rifiuti pericolosi e sanitari (fino a 32.000 tonnellate annue) e di sabbie da fonderia (fino a 74.000 tonnellate annue). L’area, avvertono i primi cittadini, coincide con la zona di ricarica della falda e a valle dei punti di prelievo idropotabile che riforniscono una parte significativa del territorio padovano e vicentino.

I firmatari evidenziano che il sito interferisce con le zone di rispetto della falda e chiedono tre azioni immediate alla Regione Veneto:

Interrompere qualsiasi procedura autorizzativa fino alla conclusione dell’istruttoria tecnica regionale, applicando il principio di precauzione.

Garantire la tutela della risorsa idrica, impedendo attività che potrebbero compromettere la salute pubblica e l’ambiente.

Coinvolgere i Comuni interessati dal servizio idrico per assicurare la massima partecipazione istituzionale.

Il progetto Silva Srl prevede la gestione e lo smaltimento di sostanze chimiche e rifiuti, attività vietate nelle zone di salvaguardia secondo il D.Lgs. 152/2006, ancora non recepite dalla Regione.

Il consigliere regionale Carlo Cunegato (AVS) ha presentato una nuova interrogazione per sollecitare l’approvazione rapida delle zone di salvaguardia e bloccare il progetto. “Non si può autorizzare un impianto di rifiuti sopra una delle falde più importanti del Veneto – ha dichiarato – il principio di precauzione deve prevalere per garantire la salute di oltre un milione di veneti”.

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