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Ex Safond, Avs chiede alla Regione l’approvazione immediata delle aree di salvaguardia per proteggere le falde acquifere

I consiglieri Carlo Cunegato ed Elena Ostanel presentano un’interrogazione alla Giunta regionale per impedire il progetto di gestione rifiuti che potrebbe compromettere una risorsa idrica fondamentale

Carlo Cunegato

Carlo Cunegato

Alleanza Verdi e Sinistra – Reti Civiche (Avs) ha depositato un’interrogazione alla Giunta regionale chiedendo l’approvazione urgente delle aree di salvaguardia individuate dal Consiglio di Bacino Bacchiglione tra Montecchio Precalcino, Villaverla e Dueville.

"È un atto necessario per impedire che il progetto di trattamento rifiuti previsto nell’area ex Safond possa avanzare in un territorio che insiste su una delle falde acquifere più importanti del Veneto", spiegano i consiglieri Carlo Cunegato ed Elena Ostanel.

Cunegato ricorda la recente visita al sito insieme ai cittadini del Comitato Tuteliamo la Salute: "Si tratta di un territorio segnato da cave che hanno accolto materiali contaminati da Pfas e da una storia ambientale che dovrebbe insegnarci prudenza. Dopo il disastro Miteni e i tre milioni di metri cubi di materiale inquinato spostati in 28 siti del vicentino dai cantieri SPV, pensare di collocare un impianto di gestione di rifiuti pericolosi sopra una falda che serve un milione di veneti è semplicemente inaccettabile".

Ostanel aggiunge: "L’area ex Safond è da tempo al centro di forte preoccupazione per un progetto industriale che minaccia una falda acquifera essenziale per l’approvvigionamento idrico di Padova e dei comuni limitrofi. È necessario che la Regione intervenga rapidamente e applichi tutti gli strumenti di tutela disponibili".

Secondo i consiglieri, anche esperti del territorio e autorevoli studi, compreso il premio Nobel dell’acqua Rinaldo, hanno sottolineato che il progetto non può essere realizzato in quel sito. "Il Consiglio di Bacino Bacchiglione ha già istituito le aree di salvaguardia e le ha trasmesse alla Regione per l’approvazione. Senza questo passaggio formale, però, il divieto non è pienamente operativo. Chiediamo quindi che la Regione approvi subito le perimetrazioni, applicando il principio di precauzione e tutelando una risorsa vitale come l’acqua. Il presidente Stefani ha l’occasione di dimostrare se la destra veneta intende mettere la salute dei cittadini davanti agli interessi di un modello di sviluppo che ha troppo spesso prodotto ferite ambientali".

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