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13.01.2026 - 10:14
Immagine di repertorio
La Legge di Bilancio 2026 introduce una nuova opportunità di sanare i debiti tributari attraverso la quinta edizione della "rottamazione", uno strumento che prevede il pagamento del solo capitale senza sanzioni, interessi o aggio. Questo provvedimento è stato concepito per venire incontro a chi ha debiti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma solo per i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Chi può aderire alla rottamazione-quinquies
Possono accedere alla rottamazione-quinquies coloro che possiedono cartelle esattoriali riguardanti imposte dichiarate e non versate, o contributi INPS omessi, ma non quelli derivanti da accertamenti. In sostanza, chi ha avuto problemi con il Fisco per mancato pagamento di imposte o contributi, e che ha ricevuto cartelle esattoriali negli ultimi 23 anni, può regolarizzare la propria situazione beneficiando della possibilità di saldare solo il capitale.
Cosa cambia rispetto alle edizioni precedenti
Un punto importante da sottolineare è che, a differenza delle passate edizioni della rottamazione, in questa non sono dovute né le sanzioni né gli interessi né l'aggio che l'agente di riscossione applica sulle somme dovute. La grande novità è che le somme già pagate, anche prima della domanda di rottamazione, non saranno rimborsabili. Questo significa che chi ha già versato, ad esempio, una parte del debito o ha già effettuato un pagamento, non potrà chiedere il rimborso di quanto versato.
Cosa fare per aderire
Gli interessati dovranno presentare la domanda entro il 30 aprile 2026. Il termine è perentorio e quindi è importante non aspettare troppo per avviare la procedura. La domanda deve essere fatta online tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove sarà necessario compilare un apposito modulo e allegare la documentazione richiesta.
Cosa accade se il debito è già stato saldato
Nel caso in cui il debito sia già stato interamente saldato prima della presentazione della domanda di rottamazione, non vi è alcuna necessità di aderire, poiché le somme già versate restano acquisite dallo Stato. Inoltre, il pagamento di eventuali importi per errore, effettuato dopo la presentazione della domanda di rottamazione, non comporterà il rimborso ma solo una riduzione della quota capitale.
Conclusioni
La rottamazione-quinquies rappresenta un'importante occasione per chi ha debiti tributari risalenti agli ultimi 23 anni, ma è fondamentale che chiunque voglia aderire si muova in tempo. La scadenza del 30 aprile 2026 è molto ravvicinata, e quindi è bene iniziare a verificare la propria situazione con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione per evitare di perdere questa opportunità di sanare la propria posizione fiscale senza pagare sanzioni o interessi aggiuntivi.
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