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Le PMI Veneziane tra sfide e speranze: Zecchinel (Confapi) lancia l’allarme su energia e carenza di personale

Il Presidente di Confapi Venezia analizza l’avvio del 2026: costi energetici ancora insostenibili, mancanza di personale qualificato e l’esigenza di politiche a supporto delle PMI locali

Le PMI Veneziane tra sfide e speranze: Zecchinel (Confapi) lancia l’allarme su energia e carenza di personale

Foto di repertorio

L’inizio del 2026 non porta con sé grandi novità per le Piccole e Medie Imprese (PMI) del Veneziano, che continuano ad affrontare le difficoltà di sempre: alti costi dell’energia, carenza di manodopera qualificata e una burocrazia che rallenta l’efficienza. A fare il punto sulla situazione è Marco Zecchinel, Presidente di Confapi Venezia, che in un’analisi lucida e approfondita, avverte che le PMI locali sono chiamate a superare sfide importanti se vogliono mantenere la loro competitività sul mercato.

Il caro energia e la sfida dell'efficienza

Secondo Zecchinel, uno dei problemi più gravi rimane il costo dell’energia, che continua a penalizzare le imprese italiane rispetto ai competitor europei. Il divario è infatti abissale: l’Italia paga oltre tre volte quanto la Francia e quasi il doppio della Spagna per la stessa energia. Nonostante la Legge di Bilancio 2026 abbia introdotto misure positive, come l’iperammortamento, la mancanza di una strategia di lungo periodo sul fronte energetico resta un ostacolo insormontabile.

«Il Piano Transizione 5.0, seppur utile, non basta», sottolinea Zecchinel. «Occorre ripensare a un nuovo strumento che permetta alle imprese di accedere a fondi nazionali senza essere soffocate dalla burocrazia, incentivando soluzioni digitali ed energeticamente efficienti».

La carenza di personale qualificato

Un’altra problematica che Zecchinel segnala è quella legata alla difficoltà di reperire personale qualificato. Nel settore industriale e manifatturiero, ma anche nei servizi, molte aziende segnalano una crescente difficoltà nel trovare profili professionali specializzati.

In risposta a questo vuoto, Confapi Venezia ha avviato collaborazioni con gli istituti professionali e tecnici locali, cercando di formare figure specializzate che poi possano entrare direttamente nelle aziende. Alcuni esempi sono i corsi per Logistics Manager con l’ITS “Marco Polo” e per Full Stack Developer con l’ITS “Mario Volpato”.

Zecchinel suggerisce però che tale approccio debba essere ampliato. «È necessario un “patto” tra istituzioni, scuole e imprese», afferma. Inoltre, non manca di osservare che sebbene l’occupazione sia in crescita, il numero di assunzioni resta al di sotto delle aspettative: «Secondo Unioncamere, da dicembre a febbraio le assunzioni previste saranno circa 22.000, ma l’incremento è inferiore a quello dello scorso anno».

Il settore turistico e il bisogno di politiche abitative

Il turismo, che da sempre rappresenta il motore economico del Veneziano, continua a registrare numeri in linea con gli anni passati, ma senza segnali di grande crescita. Le imprese chiedono interventi per far fronte alla crescente domanda di manodopera che proviene da altre regioni o dall’estero, ma che fatica a trovare una sistemazione stabile sul territorio.

«Insieme ad Ater Venezia stiamo mettendo in atto un progetto che prevede la creazione di spazi abitativi dedicati a questi lavoratori», annuncia Zecchinel. L’obiettivo è attrarre forza lavoro che possa arricchire l’economia locale, senza compromettere la qualità della vita dei residenti.

Crescita del PIL, ma con l'Emilia-Romagna in pole position

Infine, Zecchinel tocca anche il tema della crescita del PIL. «Nel 2026 il PIL nominale dell’Italia supererà i 2.300 miliardi di euro», afferma, «grazie agli investimenti del PNRR e al recupero dei consumi. Tuttavia, la locomotiva del Paese non è più il Veneto, ma l’Emilia-Romagna, che sta trainando l’economia italiana nel 2026». Questo, secondo il Presidente di Confapi, deve suonare come un campanello d’allarme per chi governa la Regione Veneto.

Le PMI, secondo Zecchinel, sono il cuore pulsante dell’economia e devono continuare a essere supportate, in particolare per affrontare le sfide internazionali. «Lo Stato deve concentrare i suoi sforzi su queste realtà per garantirne la competitività e il rilancio».

In conclusione, il 2026 si apre con un quadro complesso per le PMI del Veneziano: da un lato una crescita economica che offre opportunità, ma dall’altro vecchie problematiche mai risolte, che rischiano di frenare il progresso delle imprese locali. La risposta, secondo Zecchinel, sta nell’innovazione, nell’efficienza energetica e in un’alleanza forte tra istituzioni, scuole e aziende.

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