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Cronaca
14.01.2026 - 09:10
Foto di repertorio
Nel corso dei primi undici mesi del 2025, Verona ha tragicamente conquistato il primato in Veneto per numero di morti sul lavoro. Secondo il resoconto aggiornato dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, la provincia veronese ha visto 23 vittime, un incremento del 21% rispetto alle 19 dello stesso periodo del 2024. Questo dato segna una crescente emergenza in materia di sicurezza lavorativa, che coinvolge direttamente il territorio scaligero e le sue imprese.
Il dato più preoccupante riguarda la tipologia degli incidenti: ben 13 decessi si sono verificati durante l’attività lavorativa vera e propria, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. I restanti 10 decessi sono avvenuti "in itinere", cioè durante il tragitto casa-lavoro. Verona si distingue anche per il numero totale di infortuni sul lavoro denunciati: 13.327, su un totale regionale di 66.396, consolidando il suo primato in Veneto.
A livello regionale, il 2025 si è rivelato un anno drammatico. Il Veneto ha registrato un totale di 104 morti sul lavoro, con un incremento significativo di 32 vittime rispetto ai 72 del 2024. Con una media superiore alle nove vittime al mese, la regione si colloca al secondo posto in Italia per numero assoluto di decessi, preceduta solo dalla Lombardia.
Il presidente dell’Osservatorio Sicurezza, Mauro Rossato, ha sollevato forti preoccupazioni, soprattutto per l’aumento dei decessi verificatisi durante l’attività lavorativa, passati da 49 nel 2024 a 72 nel 2025. Questo dato evidenzia, secondo gli esperti, le gravi lacune nei sistemi di protezione e prevenzione adottati dalle aziende e dalle istituzioni.
Nonostante Verona sia in cima alla classifica per numero di decessi, la mappatura del rischio, che misura il numero di vittime ogni milione di occupati, offre un quadro differente. In questa graduatoria, è Rovigo la provincia più a rischio con un indice di 80,2 decessi per milione di occupati, seguita da Vicenza e Venezia. Verona si colloca al quarto posto con un indice di 29,9, preceduta da Rovigo, Vicenza e Venezia, e davanti a Padova, Belluno e Treviso.
Analizzando la composizione delle vittime, emerge che oltre il 40% delle morti sul lavoro riguarda lavoratori stranieri, con 43 vittime di origine non italiana. Il bilancio è particolarmente sbilanciato per genere, con una netta prevalenza di uomini tra le vittime, ma anche 8 donne che hanno perso la vita in incidenti sul lavoro. Le fasce di età più colpite sono quelle centrali e mature: il 37,5% delle vittime aveva tra i 45 e i 54 anni, mentre il 26,4% era nella fascia 55-64 anni.
Le attività manifatturiere si confermano come il settore con il maggior numero di infortuni, registrando 12.242 denunce di incidenti sul lavoro. Seguono le costruzioni con 4.300 incidenti, il commercio con 3.846, i trasporti e il magazzinaggio con 3.348, e il settore della sanità con 3.176. La maggior parte delle vittime in occasione di lavoro (59,6%) ha perso la vita senza il coinvolgimento di mezzi di trasporto, segnalando la pericolosità di condizioni di lavoro non sicure, anche in assenza di incidenti stradali.
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