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La storia
14.01.2026 - 09:15
@facebook Fornovo Taro e Dintorni, Monica Consolini
Sabato 17 gennaio, la comunità di Lazise accoglierà Monica Consolini, la “viaggiatrice del sorriso”, che dopo un'incredibile avventura di 35.000 chilometri, 25 Paesi e 100 settimane, torna finalmente a casa. La ciclista di Lazise ha percorso il mondo in solitaria, affrontando sfide straordinarie e raccogliendo sorrisi lungo il cammino, dando vita al progetto RideSmiles, che ha ispirato migliaia di persone in tutto il mondo.

Un viaggio che ha attraversato il cuore del mondo
Partita il 13 gennaio 2024 dalla Dogana Veneta, con pochi bagagli e tanta determinazione, Monica, ingegnere energetico e guida ambientale, ha trasformato la sua passione per la bicicletta in un viaggio di solidarietà globale. Pedalando senza sosta tra continenti, la sua casa è stata il suo equipaggiamento, montato sulla bici, e le sue notti spesso trascorse in tenda, sotto il cielo stellato della Mongolia o nei parchi nazionali degli Stati Uniti. Ogni incontro, ogni sosta è stata un'opportunità per diffondere un messaggio di speranza e fratellanza, ospite di famiglie locali e in missioni dell'Operazione Mato Grosso in Sud America.
Le tappe principali del viaggio
La sua bicicletta ha percorso strade in 25 Paesi: dall'Europa dei Balcani (Slovenia, Croazia, Bosnia, Grecia) fino all'Asia Centrale (Turchia, Georgia, Uzbekistan), affrontando la solitudine delle steppe mongole e la vastità della Cina. Poi, il salto nell'America del Nord, con il Canada e gli Stati Uniti, per arrivare infine in Sud America, pedalando tra Ecuador, Perù e Cile, sempre sopra i 4.000 metri sulle vette delle Ande. Ogni tappa è stata una lezione di vita, ogni chilometro un passo verso un incontro con l'altro.

La prova più dura: la polmonite in Kazakistan
La sfida più grande è arrivata in Kazakistan, quando una polmonite acuta l’ha costretta a un ricovero ospedaliero di 40 giorni. Un ostacolo che avrebbe potuto fermare chiunque, ma non Monica. Dopo essersi ripresa, è tornata in sella, dimostrando una forza di volontà straordinaria e continuando il suo viaggio tra le montagne sudamericane, senza mai fermarsi. “Il sorriso è l'unico linguaggio che non ha bisogno di traduttori”, ha ripetuto spesso durante il viaggio, portando con sé quel sorriso anche nei momenti più difficili.
Il rientro a casa e l'accoglienza a Lazise
Sabato 17 gennaio, Monica farà ritorno nel suo paese natale, dove la comunità si prepara ad accoglierla come un'eroina. L'ultimo tratto del suo viaggio sarà scortato simbolicamente da amici e ciclisti locali, mentre la festa proseguirà con la proiezione delle immagini più suggestive di questi due anni di viaggio, dai tramonti andini alle albe nel deserto del Gobi. La sua impresa non è stata solo una sfida sportiva, ma un'occasione per promuovere valori di solidarietà: ha sostenuto la Fidas Verona per la donazione di sangue, l'associazione VIP (Viviamo in Positivo) per la clownterapia e l'Operazione Mato Grosso con i suoi progetti sociali.
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