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“Sicurezza reale, non scenica”: Trevisi (Pd) critica l’uso dei militari in strada

Il consigliere regionale: “Occorrono forze di polizia preparate, investimenti strutturali e organici adeguati”

“Sicurezza reale, non scenica”: Trevisi (Pd) critica l’uso dei militari in strada

Foto di repertorio

La sicurezza nelle città non si garantisce con la presenza visibile dei militari, ma con strategie concrete, organici adeguati e formazione specializzata. Lo sottolinea Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito Democratico ed ex poliziotto in aspettativa, commentando l’operazione “Strade Sicure” e le recenti assegnazioni di agenti alla Questura di Verona.

“L’operazione è nata come misura straordinaria e temporanea, ma oggi viene spesso usata come surrogato di politiche strutturali inesistenti – spiega Trevisi – I militari sono professionisti, ma non possono sostituire le forze di polizia nelle attività di prevenzione, controllo e indagine”.

Secondo il consigliere, la soluzione non è aumentare il numero di militari in strada, ma investire su organici, formazione e mezzi: “A Verona, l’incremento previsto porterà 22 agenti in Questura e 10 alla Stradale, più altri 9 in uffici non operativi. Nonostante sia un risultato apprezzabile, restiamo lontani dai 500 poliziotti necessari per una Questura di fascia A”.

Trevisi propone alternative concrete: “Molti giovani agenti formati nelle scuole di polizia potrebbero essere impiegati sul territorio; gli impieghi negli uffici potrebbero essere svolti da personale amministrativo o interinale, liberando risorse qualificate dove servono davvero”.

“La sicurezza non si crea con parole o soluzioni tampone – conclude Trevisi – Serve coraggio nelle scelte, investimenti reali e rispetto per le professionalità. Garantire percezione di sicurezza non basta: occorre sicurezza reale, per i cittadini”.

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